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Politico svedese perde la candidatura alle elezioni per via di frasi omofobe

Karl-Otto Hulström, politico svedese, ha perso la sua candidatura alle elezioni locali per le sue affermazioni omofobiche. Hulström, infatti, ha pensato bene di intervenire nel blog di Jöran Fagerlund, suo rivale in politica, sparando a zero contro le adozioni gay:

“Gli omosessuali non possono fare quel che piace loro. Ai gay non dovrebbe essere permessa l’adozione”.

Hulström verrà anche radiato dal partito politico e non potrà mai più prendere parte alla vita politica dal paese.

Ai cittadini svedesi intervistati la risposta è stata : 

“Non vogliamo che persone con queste correnti di pensiero ci rappresentino, la Svezia è il miglior paese per il mondo LGTB e deve continuare ad esserlo.”

Sono senza parole davvero, incredibile. Svezia.

 
“La liberale Svezia è l’unica ad aver raccolto tutti i punti disponibili, seguita (a nove punti), da Belgio, Olanda, Norvegia, Spagna. Terzi classificati, con otto punti, Islanda e Regno Unito. L’Italia, ferma ad appena un punto, è in fondo alla classifica, in decima posizione: a farle compagnia ci sono Georgia, Grecia, Malta, Montenegro, Serbia. Peggio del Belpaese hanno fatto la Città del Vaticano e la Polonia (ferme a 0 punti), la Bielorussia e la Turchia (-1 punto) e, infine, Russia e Ucraina (- 2 punti). La mappa, che non tiene però conto dei diritti delle persone transessuali (su questo punto la Ilga sta lavorando ancora ad una raccolta dati esaustiva), conferma una dura relazione presentata nel marzo dello scorso anno dall’Agenzia europea per i diritti fondamentali (FRA): secondo quel documento l’Italia risultava per numero di abitanti, il Paese con il più alto tasso di omofobia sia sociale che politica e istituzionale. L’indice dell’Ilga, tra l’altro, non prende in esame le frequenti aggressioni omofobe che si registrano a livello nazionale, adottando esclusivamente un approccio di tipo legislativo. L’unico punto che l’Italia si è aggiudicato, è stato merito del recepimento di una direttiva europea, che tutela le persone omosessuali sul luogo di lavoro.”

- Diritti dei gay, male l’Italia Gli svedesi i più “omo-friendly” - Repubblica.it (via lucretia)
 


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lickystickypickyme:

Spooky good.
Library in Stockholm.

via

 


backtowhite:

Solna Centrum Metro Station (via Beautiful Subway Stations Around the World (8 Stations) - My Modern Metropolis

)

 


Un intervento musicale nella metropolitana di Stockholm da parte di Volkswagen per incentivare le persone a fare un po’ di attività fisica e salire le scale tradizionali invece di ingolfarsi sulle scale mobili.
In effetti, mettersi tutti in coda per le scale mobili, che poi sono più lente, per fare un dislivello di un solo piano, è piuttosto stupido e inutile, io in metro se non sono stanco morto, o in una stazione molto profonda, preferisco salire con le scale tradizionali. O se ho molta fretta e le scale mobili sono libere le uso ma non sto fermo ad aspettare, le scalo nonostante siano piuttosto ripide.
Viva i polpacci!

Eva

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Jul 012009
 

Il vescovo di Stoccolma, Caroline Krook, è stata la prima donna vescovo della Chiesa Luterana Svedese nel 1998, ed ora è prossima al pensionamento. Al suo posto è stata eletta Eva Brunne.
L’elezione è stata molto contestata, perché Eva è lesbica, ha stipulato un unione civile con una donna (e insieme hanno avuto un bebè) a sua volta sacerdote. La loro unione è stata anche benedetta dalla Chiesa Svedese.
Eva, recentemente intervistata dalla rivista lgbt QX, è a favore del pieno riconoscimento del matrimonio religioso anche in senno alla Chiesa. Questo pare turbi qualche coscienza anche nell’aperta Svezia.

Prati

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May 152009
 

Mentre il pullman viaggiava tra Stoccolma e Skavsta, molto tempo fa, mi ero segnato degli appunti di idee interessanti.
Una di queste era inerente i magnifici prati della campagna svedese, con le loro fattorie in legno rosso e finestre bianche, sulla cima delle piccole alture, intervallate da laghi, laghetti e stagni. Macchie di pini, abeti e betulle.
Un posto meraviglioso.
E pensavo a quanto quei prati fossero puliti, non recintati, neanche intorno alle case, neanche nei paesini rurali. Le guide parlavano chiaro: libero accesso anche alla proprietà private, a patto di non rovinare i raccolti, e di non disturbare gli abitanti e i proprietari. È perfino permesso raccogliere i frutti di bosco selvatici, nelle proprietà altrui.
E pensavo agli stupendi magnifici picnic in questi posti meravigliosi.
E pensavo a quanti rifiuti gli italiani avrebbero lasciati in posti stupendi come quello. Tutti sfusi sul prato, o semmai raccolto in un grazioso sacchetto di plastica dimenticato, quando non addiritura occultato sotto un sasso, dietro un tronco, dentro un canale.
Mi chiedevo quando diventeremo civili. Quando comincieremo a portarci i sacchetti per la raccolta differenziata anche ai picnic, per separare diligentemente biodegradabili, plastica, vetro, metallo. Per poi abbandonare lì i nostri 4 o 5 sacchetti di diverso colore.

Apr 262009
 

Quarto giorno a Stoccolma


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Apr 262009
 

Terzo giorno a Stoccolma


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Apr 262009
 

Secondo giorno a Stoccolma


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