Nelle ultime settimane non ho esagerato nello shopping, ma qualcosina in effetti l’ho comprato…

Da principio ho comprato alcuni regali di Natale, ben 3. E tutti per la stessa persona. Uno su richiesta, uno che desidera, ma non lo sa. E uno che non si aspetta, ma desidera.

Eppoi… no, niente altri regali, Mam si è preoccupata di mettere la mia firma falsificata su ogni pacchetto che ha fatto, e mi ha detto di non prendere niente a nessuno. Sono piccole gioie. Rimarebbe fuori Mam, ma le sorelle hanno organizzato una spesa collettiva, e le singole quote sono economiche.

Mancano giusto un paio di pensieri per qualche amico, nulla più.

In compenso stamane una delle sorelle mi ha portato a comprare il suo regalo per me: un paio di jeans in un negozio poco distante da casa di Lo. Un grosso negozio dove lui non è mai entrato. E dove quando gli ho detto i prezzi della merce non metterà mai piede. Ma è uno dei negozi preferiti della sorella, e solo lì mi avrebbe preso un regalo.

Siamo andati, e mentre lei perdeva tempo a chiaccherare con tutte le amiche, conoscenti e parenti incontrate, io esaminavo tutti i capi presenti, e sceglievo solo il meglio. Scartate le camicie a 4.90 € per via della stopposita del tessuto (cotone?) e molti dei maglioni in acrilico 100% alla fine avevo selezionato 3 jeans: un cinque tasche taglio classico, ma un po’ di scolorito; un cinque tasche+una a vita bassina e leggermente aderente; un multitasche, con occhielli e orpelli vari, ma non esagerato. Alla fine quest’ultimo è stato scartato: non potevo prenderne così tanti. Ho anche aggiunto un cardigan (acrilico!) da indossare solo sopra le camicie (acrilico!).

Quindi in totale la sorella mi ha regalato il primo jeans e la maglia (9.90 + 6.90) mentre io ho folleggiato comprando l’altro jeans a 19.90 uno dei capi più cari del negozio. (Più cari di quello ho visto solo alcuni completi giacca pantalone, abbastanza carini, in velluto a costine per 39.90)

Lo so, avrei dovuto risparmiare e inviare tutti i miei soldi alla PotoBank più vicina, ma oramai indosso sempre gli stessi due jeans, dovevo avere un cambio. E dato che per lavoro sto cercando di mascherarmi seriamente, mi servivano dei pantaloni seri, da mettere con camicia e maglioncino serio serio. Ma mica sono un ingegnere, un jeans un po’ slavato è d’obbligo per non ingessare troppo, credo.

Ah, avevano delle giacche meravigliose nero con un gessatino carino carino, a soli 29.90, ma non c’era la mia taglia… uff!

Quasi dimenticavo! Domenica ho comprato la custodia in silicone per il Nintendo DSi, e finalmente l’aggiornamento di sistema operativo per Macco. Le installazioni, gli aggiornamenti, e poi gli aggiornamenti di altri programmi, mi hanno fatto un po’ impazzire, ma ora è tanto carino con le nuove impostazioni di Snow Leopard…

Ieri sono andato finalmente a consegnare la copia della tesi riservata alla relatrice, che ahime era bloccata a casa il giorno della discussione a luglio.
Io e la mia amica e compagna di studi, siamo andati nel palazzo del dipartimento, evitando accuratamente la sede dell’università, per meno soffrire.
Quindi abbiamo fatto riferimento alla fermata della Metropolitana di Loreto, e lì, dopo la consegna del plico e l’ansia del primo reincontro con la prof, siamo tornati, entrando nel magnifico negozio cinese proprio vicino a piazza Argentina.
E lì, tra mille inutilità, vicino alla cassa compare un grosso scaffale pieno di preservativi in offerta. Profilattici di tutti i colori e sapori, in offerta a 2.90€ o 1.90€. Sorprendentemente tutti di marca: Durex e Hatu.
Rimaniamo un po’ basiti, ma subito l’amica intuisce il trucco: “Controlliamo le date di scadenza”
E in effetti le confezioni più economiche avevano come data di scadenza il 10 2009, cioè questo mese, mentre le altre raggiungevano al massimo (tra quelle che ho visto) il 12 2010, che non è vicinissimo, ma neanche molto lontano, e considerato quante scatole ne avevano lì, devono aver comprato gli avanzi di qualche magazzino in ansia da scadenza.
C’era un assortimento incredibile: sapori, profumi, ritardanti, stimolanti, caldi o freddi, etc… Caldi? Freddi? Cosa significa un preservativo caldo? Rivestito di peperoncino per mandare scintille da tutte le parti??? Non ho compreso.
Ed ovviamente non potevo comprare preservativi scaduti o quasi, insomma!
Ma c’erano paio di scatole da 11 condom, scadenza fine 2010, a meno di 3€, e alla fine ho ceduto: i preservativi per i tifosi della nazionale. Credo quindi risalgano agli scorsi Mondiali di calcio.
Pare siano Azzurri. Doh!
Però la marca è buona, e il prezzo vantaggioso.
Viva gli Azzurri!

Domani al Lidl in offerta gli stampi in silicone per i muffin e le ciambelline.
Li voglio!!!

E anche oggi abbiamo ceduto alla strisciata quotidiana.
Siamo tornati sul luogo del precedente misfatto, e siamo andati a comprare la borsa per la macchina fotografica.

Ma lungo la galleria siamo incappati in una vetrina troppo attraente, e c’erano ancora dei capi in saldo.

Il risultato è stata una spesa da quasi 80€. Ma ce ne hanno scontati 120€.

La camicia marrone è mia, proprio come mam vuole me la compri da anni.

Anche il maglioncino bianco a righe rosse è mio. Insomma, è un capo che più o meno vorrei da qualche anno, e ora ce l’ho.

La maglia azzurra fashionissima è di Lorenzo, e gli sta divinamente. Io lo spingevo a prendere anche un’altra identica blu, che gli stava benissimo anche quella, ma lui non ha voluto.

So già che PotoBank sarà arrabbiato con noi.

Ero andato in centro per comprare una cravatta rossa, da abbinare a cintura, pantaloni e una strana copertina, quando ho realizzato che non avevo idea di quale cravatta (bianca) utilizzare. Tutte o troppo frivole, o troppo impegnative. Di mettere a fine luglio una giacca sopra il tutto, non se ne parla proprio in un palazzo non climatizzato, perdonatemi se potete, altrimenti ‘zzi vostri.
Così ho deciso di puntare a Nara Camicie prima di andare da Andrew’s Ties.
54€ per la camicia e 23€ per la cravatta, e questo sarà il risultato.

Ok, devo sistemare la barba, e no, non mettere un pantalone dell’adidas quel giorno, ma quello giusto è già in lavatrice, anzì vado a stenderlo. Torno subito.
Fatto! E messo a lavare la camicia. ;D
Ma trovandomi poi lì all’inizio di corso Vittorio Emanuele potevo non entrare da Alcott, tutto tempestato di scritte “saldi”? No, non potevo.
E dentro ho trovato un mondo di cose bellissime, a prezzi più bassi del solito. Mentre le casse sparavano a tutto volume Madonna, e solo Madonna, sempre Madonna, sempre più Madonna.
Era inevitabile comprassi qualcosa. E tra giubbotto, cappellini, pantaloni, e di tutto un po’, alla fine mi sono posto un limite è ho deciso che due t-shirt sono l’acquisto giusto per la stagione.
Una semplice semplice, blu con alcune scritte intorno al taschino.
L’altra Juice Orange 100% Sugar Free.

Ah, chi diceva che in giro si trovano solo taglie XL: aveva perfettamente ragione, per mia fortuna!

hochwertiger
Plastisol Aufdruck
nicht chemisch reinigen
unbedingt links
waschen und bügeln
Dal foglietto nella busta
per le pride magliette
by shirt-attack.org.

Ecco, oggi è stata una giornata densa di cose da fare.

  1. sveglia presto per mettersi al lavoro sul malloppone da consegnare.
  2. arrivo a città studi alle 9, per aver il tempo di dare un ultima limatura e stampare, entro le undici (vedi sopra).
  3. andare a consegnare il fatidico malloppo.
  4. raggiungere l’altra sede del politecnico, per pranzare con qualcuno, che nel frattempo era sui carboni ardenti.
  5. scoprire che si deve andare in ufficio nel pomeriggio, e che comunque, il Qualcuno sta studiando per un nuovo fantastico esame.
  6. pianificare e attuare uno scambio di identità per andare a ritirare un pacco importantissimo con materiale scottante: delle t-shirt!
  7. riconsegnare identità e macchina al legittimo proprietario, scoprendo un drammatico errore nel malloppone: Mario Negri, non Paolo Pini.
  8. farsi prestare l’iphone per scoprire un numero di telefono online.
  9. chiamare la biblioteca per estendere il prestito di un libro.
  10. andare in ufficio.
  11. sulla strada per l’ufficio entrare disperato in un minimarket e acquistare un po’ di roba per avere la scusa di usare il bancomat, volendo soltanto della redbull, ma mancando il contante nel portafoglio.
  12. scoprire che la redbull calda non è la stessa cosa.
  13. lavorare per 3 ore. Intense e proficue.
  14. tornare a casa, preparare la cena, fare la scansione antivirus alla partizione Windows, mangiare e fare la doccia. contemporaneamente.
  15. andare a una serata letteral-culturale delle Rose.
  16. comprare il libro presentato, più un altro.
  17. consegnare due delle magliette (vedi sopra)
  18. rimanere in giro fino a tardi con amici, autore, e compagnia. E stare bene, in allegria dopo una serata pesante.
  19. tornare a casa e leggere di Michael Jackson su SuperPop.
  20. aggiornare un po’ il blog.
  21. scoprire, nel caso ci fossero dubbi, che non ricorderà mai i nomi dei cantanti: sono troppi, basta ricordare le canzoni, no?

Sono a pezzi. Ma felice.
Credo.
È bello vivere, avere mille cose da fare, mille persone interessanti, divertenti, socievoli da incontrare.
È in effetti da domenica almeno, con il concerto delle Amiche per l’Abruzzo, ma soprattutto per gli amici, che ho un gradevole impatto con un gradevole mondo. Mi piace. E vorrei poterci portare qualcuno…

  1. Sveglia presto.
  2. Passare in biblioteca comunale a restituire un paio di libri.
  3. Al Politecnico a perfezionare alcune cose in segreteria: fatto! Tutto a posto. Che bello.
  4. Ricordarsi di fermarsi alla Biblioteca Centrale di Architettura, in facoltà, per il rinnovo del prestito di un libro. Ah, due giorni fa è cambiato il regolamento, ora le sanzioni sono progressive, e si puà scegliere di convertirle in comode multe in denaro.
  5. Prender il tram numero 33, da piazzale Leonardo da Vinci a piazza Tricolore. Un modello vecchio, un Carrelli, con livrea giallo e panna. Tutti i finestrini aperti, l’arietta fresca, l’iPod che manda gli Abba.
  6. Da piazza Tricolore raggiungere via Viviaio 1 e trovarsi di fronte al monumento per le vittime del terrorismo e delle stragi. Molto d’effetto. Mi piace.
  7. Entrare nella Biblioteca di Palazzo Isimbardi, trovare del personale efficente, disponibile, cortese, e quasi si offendevano quando ho chiesto quanto dovevo pagare per le fotocopie. [Che in effetti carini e disponibili, ma le fotocopie si pagano, ma è il minimo.]
  8. Saccheggiato il loro tavolo degli opuscoli gratuici: cartina della ciclovia del Naviglio Grande n. 13, cartina della ciclovia del Canale Villoresi n.40, Orario 2009 dei servizi di trasporto pubblico. Sì, un libro di 700 pagine, perfettamente tascabile, con tutti gli orari, di tutti i gestori, di tutte le linee, con tutte le fermate di tutti i trasporti pubblici “sovracomunali”, autobus, tram, metropolitane, ferrovie, che siano. Gratis.
  9. Passare da H&M a prendere la maglietta di Moby del Fashion Against AIDS per me.
  10. Andato a pranzo in San Babila, al Mac: McToast, patate Vertigo e Milkshake al cappuccino.
  11. Tornare da H&M a prendere la maglietta di Moby del Fashion Against AIDS anche per Lo.
  12. Passare da Zara e scoprire che prossimamente andranno di moda le giacche asburgiche. Ma molto asburgiche. Pure troppo.
  13. Andare finalmente a lavoro. Alle 16:30 in corso Buenos Aires per rilevare un appartamento, ma non prima di una granita al latte di mandorla.
  14. Tornare a casa, in macchina, con Lo.
  15. Cenare con mam.
  16. Scrivere questo stesso post.
  17. Uscire per un gelato in piazza con Emanuela.

5 km precisi precisi.
Tra casa mia e il nuovo super mega mega mega centro commerciale in zona.
Lieti di una maggiore concorrenza tra supermercati e negozi, devo purò notare una cosa pericolisissima: c’è un H&M dentro!!!

Stamane Mam decide di andare al mercato, ma non essndo giorno di mercato nella piccola graziosa cittadina meneghino ticinese, bensì nella cittadina meneghino ticinese un po’ più grossa, verso sud. Essendo la strada tanta, mi offro per accompagnarla.
Andiamo e scopriamo che hanno sdoppiato i giorni di mercato sono stati aumentati, e quindi cambiati: oggi niente mercato.
Ci dirigiamo quindi verso un medio cittadina meneghino meneghina, verso ovest, troppo vicino alla grande metropoli per brillare di luce propria. Lì il mercato c’è.
C’eravamo portati gli ombrelli, l’enorme multicolore arcobaleno a 32 spicchi di Mam, e il mio medio stampato tartan blu, con cappuccio telescopico. Il mio rimane in macchina, perché piovendo appena mi sono riparato con il capuccio della giacca.
Tornati a casa, passati per il mega ingorgo del giorno d’inaugurazione del mega mega mega centro commerciale, arrivati svuoto la macchina, ritiro su il mio ombrello e mi accorgo che è un po’ deforme.
Dico a Mam che forse è chiuso male, o rotto, e lei continua a non capire. Fino a quando da lontano (l’avevo sorpassata sulle scale) mi dice un confuso “Sì, in effetti mi si è rotto a me”.
Il mio ombrello? E com’è successo?
“È esploso quando ho cercato di aprirlo.”
“Non ti avevo detto niente perché speravo di trovarne uno uguale prima che tu te ne accorgessi”

E oggi che eravamo al mercato ed era pieno di bancarelle di ombrelli a 5€, non potevi dirmelo?

E poi, da quando in qua gli ombrelli esplodono quando premi il pulsante per l’apertura automatica?