La verità è che non riesco più a scrivere sul blog. […]
Il luogo dove mi sento più a mio agio è qui, sul Tumblr, […]
Perché qui mi sento libera. Anche se sto solo riportando qualcosa che ha scritto qualcun altro. Che mica sempre è facile trovare le parole, e non c’è nulla di male a usare quelle altrui (citando la fonte, ovviamente).
Non è esattamente lo stesso per me, ma i passi che ho riportato sono estremamente simili. Anche esprimere pensieri, idee, stati d’animo, cose interessanti, per immagini invece che con parole, su Tumblr è estremamente più naturale. Ed era una cosa che già cercavo di fare col blog, ma ora è molto più onnivoro e in qualche modo famelico.
Esprimere me stesso attraverso pensieri, immagini e parole, anche dette da altri, è strano, ma a suo modo è la forma che più mi assomiglia ultimamente.
Nel nuovo spot Skoda c’è una graziosa canzone rap. Magari i più attenti non ci avranno fatto caso, ma non è in inglese. No, neanche in francese, spagnolo, tedesco o norvegese.
Non è in italiano, ovviamente, altrimenti l’avrebbero capito subito tutti. E non è in napoletano, siciliano, pugliese o sardo (dialetti già molto noti nel rap mi pare).
È in milanese. Ma milanese milanese, non un generico lombardo, non un brianzolo, proprio milanese milanese.
“Ga el SUV”, lui ha il SUV, inteso proprio come macchinone costosto grosso, inquinante, arrogante e incivile a dispetto del denaro. In paragone con il “suv compatto” proposto nello spot.
“Ga el SUV”, non “Tel chi il SUV”, come molti trascrivono. Forse un po’ traviati dalla trasmissione televisiva “Tel chi el telun”, che però si pronuncia ovviamente in modo tutto diverso e significa “Ecco qui il tendone” (o il suv).
Ok che il dialetto milanese in rap potrà essere veloce, ma confondere Ga el con Tel chi il, ce ne vuole. E poi in milanese è abbastanza chiaro che “il” si dica “el”.
E meno male che io il dialetto milanese non lo parlo, e semmai dai nonni dovrei aver imparato il siciliano… Bah!
Ah, dimenticavo è una canzone di DJ Ice.
ps: segue il video completo ambientato a Barcellona.

curiositasmundi:pensierispettinati:
The portfolio of Italian studio undesign. (via lightgreen).
Riprendo dal loro sito: “Questa campagna è stata il nostro regalo al quartiere di San Salvario, in cui ci eravamo appena stabiliti. È davvero un bel posto, ogni giorno sembra domenica mattina.
Eppure certa gente (parecchia, a dire il vero) aveva paura. Dell’immigrazione, della diversità, della notte. Avevamo raccolto le frasi ricorrenti dei cittadini più spaventati, provando a trasformarle negli slogan di propaganda di una istituzione immaginaria, il Ministero della Paura, in grado di governare le azioni della gente instaurando un clima di paranoia generalizzata. Poi avevamo tappezzato il quartiere con una serie di manifesti per riflettere su quanto, certe paure, siano irrazionali e grottesche, e per invitare i cittadini a vivere pienamente ogni luogo della propria città, ad ogni ora del giorno e della notte. Perché Torino non ha paura, e San Salvario non fa paura”.






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