Tra poche ore si parte destinazione mare.
È stata una settimana frenetica e sconbussolante, ma si dovrebbero esser sistemati i lavori più importanti, e correndo a destra e sinistra si dovrebbe anche aver riordinato tutti i bagagli.
Si va in treno a Torre del Lago, si sta lì alcuni giorni, poi si va in Veneto per un meeting internazionale di grandi glorie.
Io ho già la schiena bruciata a seguito di una domenica a Finale Ligure (il mare era splendido) sotto l’ombrellone con protezione 45: oggi sotto la doccia ho fatto una muta integrale della pelle. C’è una perfetta riproduzione di me ancora lì in bagno. Almeno Mam si sentirà meno sola durante la mia assenza.
Piccoli appunti sparsi della settimana.
Gli sportelli “Milano Facile”, sono il caos sovrano, ma sorprendentemente ti risolvono veramente la vita. Se capiti con l’impiegata giusta, altrimenti manco ti fanno entrare.
Le prenotazioni dei treni online: i labirinti nei labirinti dell’informatica, della tariffazione, di prezzi e sconti. Restate a casa se potete.
La mega farmacia ferroviaria 24h: per Aspirina, condom, creme solari. Ho speso tanto soprattutto per i due solari. Ma la cassiera mi ha obbligato a prendere la terza crema solare gratuita e poi mi ha dato l’olio abbrozzante omaggio. Più due palloni e due borse da spiaggia. Quindi sono uscito con una borsa enorme, piena di regali. E una borsina piccola con gli acquisti.

Ed ora è meglio che mi metta a dormire, perché domani sarà una lunga giornata.

 


Pantone Orange 021 C

Ho ricevuto un regalino da Madrid…

via whitebread wilkinson | masd2 | moroni

 



kidskidskids:

nyanyanya:

778:

mamina y el i-ching on Flickr – Photo Sharing! on we heart it / visual bookmark #800580

 



stefigno:

picapixels:

nendo2.jpg

 

Sognato nel lettino a castello della roulotte del camping, stamane e appuntato rapidamente sulla Moleskine, per non perderne traccia.

Io e L., andavamo insieme a una festa, sembrava un ristorante, ma forse era una villa, nel grande salone al piano terra, salutiamo gli amici ( Bergamo + altri ) e prendiamo posto nel lungo tavolo centrale, molti altri tavoli e tavolate tutt’attorno.
L. è piuttosto preoccupato: ci saranno anche i suoi genitori questa sera.
Arrivano poco dopo, di noi e i posti loro assegnati, sono esattamente davanti ai nostri.
Comincia la cena, l’atmosfera è un po’ tesa: tra i due lati del tavolo ci scambiamo solo poco parole, di cortesia per lo più. Intorno a noi, invece, tutti parlano tranquilli e spensierati, festosi perfino.
Prima del dolce, mentre i camerieri portano via i piatti, L.madre sta per dire qualcosa sulla “visibilità“, forse sarebbe un commento positivo, forse stizzito, ma non lo sapremo mai, viene interrotta: suo marito si alza, ed ad alta voce, attirando l’attenzione di tutti i commensali, i presenti nella vasta sala ammutoliti.
Inizia a declamare la gioia di vedere suo figlio felice, continuando a parlare gira intorno al tavolo, parla della felicità di suo figlio, parla di questa giovine coppia, l’imbarazzo è astronomico, nel silenzio della sala. Conclude con una specie di benedizione ponendo le mani sulle nostre sbigottite testoline.
Parte qualche applauso, qualche brindisi, e penso che vorrei essere a un trilione di km da lì.
Finita la cena, la gente si è dispersa per il parco e per la grande villa. Io e L. giriamo per il piano superiore, la madre non ha più parlato, la ritroviamo in un salottino in lacrime, volge le spalle alla porta, due o tre persone sono già con lei, e ci hanno fatto genno di non entrare. Non ancora.
Lei non ci nota, è verso un omone grande e grosso, seduto su una poltrona lì vicino, calvo e coi baffi neri, che le porge continuamente dei kleenex.
La festa tuttto intorno continua.

Non so se sia un sogno bello o brutto. Non so cosa possa significare per L.
O se comunque sarà mai possibile una cosa del genere. Magari meno imbarazzante, ecco.

Ma soprattutto ho avuto modo di pensare in questo lungo weekend: Sono arrabbiato. Sono nervoso. Agirei d’impulso e magari sbaglierei. E probabilmente con mia madre l’ho fatto in passato. ( Ok, non su questo argomento. )
Ma mi sono reso conto che siamo diversi io e L., e che lui dovrà trovare la sua strada per affrontare la discussione con i suoi, perché è solo così che riuscirà a trovare una soluzione sua, corretta, definita.
Ed è quello di cui ha bisogno.
Anche se potesse volerci molto tempo. ( Secondo i miei standard, uff! )

 

Avrei voluto scrivere un post sulla festa di sabato sera, sui bergamici e sui loro ospiti.
Ma non so, cosa scrivere.
Forse solo una cosa che non ho avuto il tempo di dire al momento, e poi era inutile ripescarla in differita:

Conosco persone, che si dichiarano “oneste e sincere“, solo per poter guardare gli altri in faccia e sparare insulti e cattiverie gratuite. ( Salvo poi essere permalose teste di cazzo, alle quali non si può dire nulla. )
Non così tu, che a tua volta ti sei definita “onesta, schietta e sincera“. Tu dici le cose come stanno veramente, non per ferire gli altri, ma per onesta vera. Credo tu lo faccia per “aiutare” gli altri a comprendere come vengono visti dagli altri, da te. Perché abbiano una visione esterna, terza, sulla quale eventualmente riflettere, se a loro va. Altrimenti, ne facciano pure quello che credano. Ma non c’è un intento malizioso di ferire, non c’è, non credo possa esserci.
E se la tua schiettezza, potrebbe urtare certe volte ( a me per fortuna no, forse perché non ho ancora fatto cappellate abbastanza gravi da spingerti a dichiararmele ) non posso credere sia un difetto. Non fintanto che ho nella memoria esperienze di “false schiettezze” altrui.

Questo per la festa di sabato sera.

Avrei poi voluto fare dei post vari ed eventuali, ad esempio sulla condanna della curia milanese sull’ipotesi di allontanamento del centro islamico da Milano; tutta la mia simpatia alle dichiarazioni di monsignor Gianfranco Bottoni.
Ma non avevo la forza o la capacità di scrivere a lungo sull’argomento.
Non oggi.

Avrei voluto segnalare alcune notizie o foto viste oggi, ma mentre aprivo le pagine, mi sembravano tutte cose insulse, inutili, dimenticabili, quindi ho lasciato perdere.

Potrei parlare dei problemi di Lo’, ma lo sta già facendo lui, e sta anche cercando una soluzione, una tattica. Spero si risolva tutto per il meglio. Ma non so di preciso cosa sia il meglio, vorrei aiutarlo, forse a cercare di capire assieme cosa sia il caso di fare.

O potrei parlare del piccolo screzio notturno di ieri. Ma ne abbiamo già parlato, tanto, subito, sviscerato, e detto tutto quanto c’era da dire. E probabilmente se non fossimo stati entrambi stanchi per l’intensa giornata, non ce la saremo, a turno, presa così male: in fondo era una piccolezza, trascurabile. Archiviata.
Ma, c’è un ma. Piccolino. E positivo.
Un livello di comprensione maggiore, che a volte sentivo mancare, e invece che ora devo tenere a mente. Per questo è volato a tempo record sulla Moleskine.
Ad imperitura memoria. Mentre dei motivi del dibattito, non ne è rimasta spiegazione o riassunto nelle pagine importanti.
Non mi va però di scriverne di più, forse poi gliene parlerò a voce, di questa mia piacevole nuova comprensione.

Quindi non tanti grandi post, corredati da immagini, link, etc…
Ma solo un post-it contenitore, un riassunto di tante cose diverse, un passaggio, qualche nota, un grosso minestrone.
Freddo, viste le temperature di questi giorni.

© 2010 bybblog Suffusion theme by Sayontan Sinha