homocomix:

And if we’re still bored then we always can play the gay bear bunnies!

via ToyCyte



via Rainbowman56’s blog



Dell’amore e dei diritti

via SuperPop

“Ci piacerebbe che queste non fossero notizie, ma parte normale della vita di ognuno di noi. Purtroppo sappiamo che ancora non è così. Speriamo che l’esempio di Gareth Thomas serva ad altri sportivi per “uscire allo scoperto”.”

- Gareth Thomas: “Sono un giocatore di rugby. E sono gay”


via rainbowman56



(via sweethomestyle)



kidskidskids:

guillee:

Super Epic Rainbow Cake, with Lemony Swiss Merengue Buttercream. (Via Dave Caolo.)

Qui di seguito il comunicato relativo ad una petizione per – udite udite – il primo matrimonio gay in Italia.
LINK PER FIRMARE.

A: Al presidente della Repubblica e al Sindaco di Savona
Ciao a tutti siamo Francesco & Manuel, sicuramente avrete già sentito parlare di noi, siamo i due gay di Savona che vorrebbero sposarsi il 31 di ottobre.
Se ci riusciremo e le probabilità sono veramente molto alte, creeremo un precedente importantissimo im Italia verso la conquista dei diritti degli omosessuali.
Chiediamo a tutti voi se siete daccordo a riconoscere anche in Italia (come lo è già in tutta europa) i diritti degli omosessuali.
Grazie Francesco & Manuel

Vi sintetizzo di seguito alcune leggi del parlamento europeo non rispettate dall’Italia e per la quali noi italiani stiamo pagando penali alla comunità europea.

Art. 21 sella Carta dei dirittti fondamentali dell’unione europea vieta ogni forma di discriminazione: COMPRESA QUELLA BASATA SULL’ORIENTAMENTO SESSUALE.

la risuluzione del 8 febbraio 1994 (hai letto bene, 1994) del Parlamento Europeo raccomanda di far cessare la proibizione a contrarre matrimonio alle coppie dello stesso sesso e invita a garantire loro tutti i diritti e benefici dell’istituto matrimoniale e i correlati obblighi e doveri. Da allora ci sono stati ripetuti solleciti e raccomandazioni in merito: l’Italia è stata anche richiamata, ma non ha fatto NULLA.

infne: l’italia ha sottoscritto il trattato di Lisbona, che prevede tutela per le minoranze disacriminate, anche per gay lesbiche e trans. Ovviamente anche su questo l’italia è inadempinete.

Se ne parlate voi due, perché non dovrei unirmi anche io.
Lasciare piazza Duomo, dopo la manifestazione di martedì, faceva paura anche a me. E io non ero solo.
Lì per lì non avrei preso la metropolitana, la nostra macchina era a circa un km di distanza, e camminando rapidi non avremmo sentito molto il freddo. Ma Lo mi ha chiesto se non era meglio prendere la metropolitana (lui forse pensava più al freddo) e lì ho pensato che a piedi avremmo dovuto attraversare le vie deserte della city, e qualche viale alberato, con i marciapiedi ombrosi, e siamo scesi in metropolitana, che per fortuna era affollata, multietnica e chiassosa anche a quell’ora. Ho scelto la stazione che ci avrebbe permesso un tragitto più breve lungo i viali bui, e anche lì, siamo passati all’interno della stazione della metro, per arrivare all’uscita più vicina alla macchina, e ho fatto un giro strano, per fare più strada possibile all’interno dei tornielli della metro.
Non avevamo con noi segni evidenti, nessuna bandiera, ma mi sono sentito sicuro, quando eravamo ben chiusi dentro la macchina in movimento per lasciare la città. Anonimi e indifferenti.

Alle precedenti manifestazioni ho sempre avuto con me bandiere e simboli, ma per il percorso di rientro, negli ultimi tratti da solo o in coppia, ho sempre riposto tutto quanto dentro allo zaino. Al sicuro da sguardi cattivi.

Essere un “lombardo”, o essere un uomo piuttosto grosso (temo, ahimè) non m’impedisce di avere paura. E anche essere in due, poter parlare d’altro, distrarsi, per me significa anche e comunque doversi preoccupare non solo per me, ma per due.
Mi rendo conto che altre persone è quindi probabile ne abbiano più di me, legittimo, lecito. Ma tutti abbiamo paura.

Ieri sera in Duomo per protestare, faceva molto freddo, e c’era vento (le candele si spegneva in continuazione), in più io ero vestito leggero, dato che dall’ufficio avrei dovuto rientrare a casa per cena, stando sempre al coperto da quel gelo, e rientrando a casa ben prima di quella tarda ora.
Quindi questa è la mia scusa per la mia posizione koala.

source: gay.tv [1 e 2]