
|
|
Nel 1867 venne pubblicata a Parigi una edizione illustrata delle Favole di Charles Perrault.
La raccolta originale I racconti di Mamma Oca di Perrault era del 1697, ma subito dopo la sua morte nel 1703 vennerò affiancati da altre favole che erano state pubblicate separatamente, e così si è mantenuto con minime variazioni.
L’edizione del 1867 non ha particolari originalità nelle favole raccolte, ma sono le illustrazioni a essere sorprendenti, direttamente dalla mano di Gustave Doré.
Il maestro che ha illustrato la Bibbia e la Divina Commedia, ha dotato quell’edizione delle Favole con 41 preziose illustrazioni.
Le favole contenute in quella preziosa raccolta sono:
- Le Petit Chaperon rouge – Cappuccetto rosso
- Le Petit Poucet – Pollicino
- La Belle au bois dormant – La Bella addormentata nel bosco
- Cendrillon ou la petite pantoufle de verre – Cenerentola e la piccola scarpetta di vetro
- Le Maître chat ou le Chat botté – Il Gatto con gli stivali
- Riquet à la houppe – Enrichetto dal ciuffo
- Peau d’Âne – Pelle d’Asino
- Les Fées – Le Fate
- La Barbe bleue – Barbablù
Di lui ne avevo parlato tanto tempo fa, in occasione di un calendario.
Qualche tempo fa ho ricevuto una segnalazione, per il suo nuovo sito www.davidcosta.fr con un breve testo di presentazione.
“David Costa is a personal trainer and fitness instructor in Paris, Geneva, and Dijon. He can help you to reach all kind of goals, David will also give you nutitional tips because the food is the first thing to take care when it’s about loose weight or get more muscular!
Great salsa dancer, David will give you salsa lesson learn you this sensual dance.”“David Costa è un personal trainer e istruttore di fitness a Parigi, Ginevra, e Digione. Lui può aiutare a raggiungere tutti i tipi di obiettivi, David può anche dare suggerimenti nutrizionali perché il cibo è la prima cosa da curare per perdere peso o aumentare massa muscolare!
Gran ballerino di salsa, David darà lezione per imparare questa sensuale danza.”
Qui il suo sito come modello.
Uno dei motivi per cui debbo tornare a Paris.
Ok, ho già visto questa statua, proprio lì all’Orsay alcuni anni orsono, ma mi manca; da allora non mi l’ho più sentita, e vorrei poterla vedere ancora.
François Pompon
Ours blanc
Between 1923 and 1933
Ho sempre pensato, fin da quando ero piccolo che il blu fosse il colore migliore per la Tour Eiffel.
Avevo persino colorato una torrettina souvenir color metallo ferroso, comprata da mio fratello, tutta di blu, usando un impasto di blu differenti, tempere e altro, una poltiglia schifosa, che però aveva raggiunto una tonalità interessante, gradevole.
Dovrei averla ancora da qualche parte, su qualche libreria.
Quest’anno, anzi, questo semestre, per il turno francese alla presidenza europea, la torre è tinta magicamente di blu, con le dodici stelle dorate.
Kitsch come poche città al mondo possono essere senza abbruttirsi.




