(via simonecasadei)



(via kidskidskids)



lorettamagnolia:

darkpassenger:bohemea:

Visitors



via Dj Ice

Nel nuovo spot Skoda c’è una graziosa canzone rap. Magari i più attenti non ci avranno fatto caso, ma non è in inglese. No, neanche in francese, spagnolo, tedesco o norvegese.

Non è in italiano, ovviamente, altrimenti l’avrebbero capito subito tutti. E non è in napoletano, siciliano, pugliese o sardo (dialetti già molto noti nel rap mi pare).

È in milanese. Ma milanese milanese, non un generico lombardo, non un brianzolo, proprio milanese milanese.

Ga el SUV”, lui ha il SUV, inteso proprio come macchinone costosto grosso, inquinante, arrogante e incivile a dispetto del denaro. In paragone con il “suv compatto” proposto nello spot.

“Ga el SUV”, non “Tel chi il SUV”, come molti trascrivono. Forse un po’ traviati dalla trasmissione televisiva “Tel chi el telun”, che però si pronuncia ovviamente in modo tutto diverso e significa “Ecco qui il tendone” (o il suv).

Ok che il dialetto milanese in rap potrà essere veloce, ma confondere Ga el con Tel chi il, ce ne vuole. E poi in milanese è abbastanza chiaro che “il” si dica “el”.

E meno male che io il dialetto milanese non lo parlo, e semmai dai nonni dovrei aver imparato il siciliano… Bah!

Ah, dimenticavo è una canzone di DJ Ice.

ps: segue il video completo ambientato a Barcellona.

stefigno:

anarchaia:

Da un po’ YouTube offre i video in HQ: basta aggiungere &fmt=18 all’URL di YouTube. Funziona anche quando non c’è il pulsante per l’HQ abilitato sul video player! Oltre alla qualità del video anche la qualità dell’audio è molto migliore.



dielle:

(via inlandempire)

Ultimamente ci penso spesso: forse dovrei rivedere Twin Peaks.

Finalmente riusciamo ad andare a vedere l’agognato Avatar in 3d: slegati entrambi da tutti gli altri impegni, oggi era il giorno ideale. Ma lo spettacolo serale era pieno, quello tardo pomeriggio posti brutti, quasi deserto il 14.30!

Andiamo al multisala prima, facciamo i biglietti, scegliamo dei posti (se possibile la prossima volta un paio di file più avanti e la mia vista perifica non sarà così fuori fuoco), pranziamo in uno dei locali del centro commerciale, entriamo in sala per tempo. Che si riempi, quasi, rapidamente. E dietro di noi compaiono nonno e bimba.

È chiaro che i genitori mai l’avrebbero portata al cinema, e mai a vedere Avatar, dato che la bimba è troppo piccola, non capisce nulla di quello che succede, fa continuamente domande, deve fare pipì in continuazione. Tra le domande un posto d’onore alla “ma perché non cammina” “è paralizzato” “perché?” “forse un incidente” “ah, quelle non sono le sue gambe?”. Seguenza di dialoghi che nell’arco del film si è ripetutata… 4? 5 volte? La bambina è guasta, ha solo la RAM, l’HardDisk è stato mandato in riparazione, ma come vedete funziona alla perfezione anche senza. Per 10 minuti netti.

Il nonno invece ha questa vocina da baritono, l’ultima volta che è stato al cinema c’erano probabilmente intervalli ogni 15 minuti per cambiare le pellicole, e lui ne approffitava per fumare, perché come urla a tutta la sala prima dell’inizio del film, se non fuma almeno 4 volte in due ore, farà una strage di noi tutti.

Speravo fosse una minaccia reale, e non metaforica. E che sarebbe uscito veramente a fumare di continuo, evitando di rispondere ad alta voce alla nipote in continuazione dietro il mio orecchio. Invece probabilmente la sua era una sottile metafora: avrebbe fatto strage della pazienza di tutti noi. Uno per uno.

In compenso il film è stato bello. E sono riusciti a stare zitti nei momenti importanti e commoventi. Specie se venivano minacciati un attimo prima. E a volte sentivo a malapena il loro brusio sotto il fragore delle scene di azione più irruente.

Ah, il film è molto bello.



oneeye01:

airstripone:

garpgarp:

hannahisdeceased:

fuckyeahfightclub:



backtowhite:

stefigno:

hardcorejudas:

(via fixator)