“Non capiscono le ragioni di reprimere nel sangue il dissenso, quando basterebbero dei noiosissimi talk show.”

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Dio in terra

via Spinoza

 

police4u:


Telegraph.co.uk

10 reportedly killed in Iran protests
Seattle Times
Iranian police opened fire into crowds of protesters Sunday, killing at least 10 people, witnesses and opposition Web sites said, and setting off a day of
Five killed, over 300 arrested in Tehran clashes: Iran’s policeXinhua
Iran protests turn violent as demonstrators confront policeLos Angeles Times
Clashes: Iranian opposition supporters fight with
 
“L’annuncio di Khamenei alla tv di Stato iraniana: -L’opposizione sarà eliminata!- Appena finisco di leggere le dispense di Berlusconi.”

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Altre dittatura

via malafemmena

 
“[La Guida suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei,] ha affermato oggi che i leader dell’opposizione «hanno fatto contenti i nemici» della Repubblica [islamica]. «L’opposizione sarà eliminata» ha aggiunto.”

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Corriere della Sera

Sostituire a piacimento le frasi tra parentesi quadre

(via nipresa) (via hardcorejudas)

Iran twitter

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Jun 162009
 

«L’Iran, dove il 70% della popolazione ha meno di 30 anni, è una nazione di cibernauti che sta gui­dando questa nuova rivoluzione con Twitter, You- Tube e Facebook. Che sono mille volte più avanti dei media internazionali nel raccontare cosa accade nel Paese. Non dimentichiamoci poi che tra i blog ger più agguerriti ci sono molte donne»

Le notizie su Twitter. Intanto Twitter continua a farsi canale privilegiato della protesta, con centinaia di nuovi messaggi ogni minuto. “Su Twitter c’è stato un flusso continuo di notizie con i tag “Iranelection” o “Teheran” – spiega Alberto Berretti, matematico, professore di sicurezza informatica a Tor Vergata – In un’ora ho visto più di 1000 nuovi messaggi, e anche adesso l’ondata di informazioni non si arresta. Vengono quasi tutti dal resto del mondo, ma qualcuno dall’interno è riuscito anche a mandare filmati su YouTube, anche se ho notato che durante la notte molti di questi sono stati tolti dagli amministratori per presunte “violazioni di termini”. E il blocco di molti siti e social networks non è riuscito a fermare il “cinguettio” della rete: “Twitter funziona anche via sms, quindi per mettere un freno a questo mezzo il governo iraniano dovrebbe oscurare completamente le telecomunicazioni. Un intervento troppo drastico, che può essere mantenuto solo per poco”

تهران Tehran

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Jun 152009
 

Vorrei postare uno dei video della grande manifestazione di Teheran, ma non riesco a trovarne uno che valga per tutti.
Spero la situazione si chiarisca, e che il voto popolare significhi ancora qualcosa in quella che, seppur diversa dalle democrazie occidentali, è una democrazia.

 

Dopo questa pubblicità, era possibile che non ci fossero critiche perché un uomo divorziato, con le sue mogli (due, la prima e la seconda-attuale) venissero portati come esempi “positivi”?
Chiaro che no.
Il fatto che la pubblicità della Renault, parli di un uomo che s’impegna per stare assieme con tutti i suoi figli (e figliastri), di essere presente, e di farli stare assieme, anche se hanno madri differenti, non è ovviamente di nessuna importanza. Non è importante che sia un buon padre, per il semplice fatto che è divorziato e risposato. È chiaramente in peccato mortale, e quindi è sicuramente un mostro, il solo presentarlo positivamente è un crimine contro la moralità.
Ecco quindi da Watkin la lettera “precompilata” per la campagna di boicottaggio:

Spett.le Renault,
ho sempre apprezzato le vostre auto ma ora intendo esprimere il mio più totale dissenso verso la pubblicità che subdolamente lascia intendere esser normale avere figli da tre mogli e da rapporti occasionali.
A meno che tale spot non venga ritirato, avete un cliente in meno.
Pubblicizzerò invece con piacere qualunque scelta etica che la Renault dovesse fare.

Una cosa di una tristezza infinita.
Perché dire che un padre divorziato possa comunque essere un buon padre, è evidentemente ancora considerato sbagliato, se non impossibile, da qualcuno.
E perché si chiede a una S.p.A. di fare “scelte etiche“, manco fossimo in una teocrazia, come in Iran.
Ma forse quest’ultima piccola confusione è perdonabile, anche io a volte fatico a notare la differenza.

White only?

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May 102009
 

Provocazione?
No. Non è una provocazione.
È ignoranza, è mancanza di pudore, d’intelligenza, di democrazia. È offesa per lo stato di diritto, e per tutte le vittime delle persecuzioni.
È infamia.
È mostruoso, abominevole pensiero da nostalgico dell’apartheid sudafricana. Apartheid, che significa letteralmente “separazione”.
E queste separazioni, criminali, inumane, mostruose, c’è chi ancora non si vergogna di pensarle. Di pronunciarle ad alta voce.
Provocazione?
No, oltragio a tutti quanti, cittadini e non, bianchi e neri, europei ed extracomunitari.
È perfino oltragioso per l’intelligenza, per la bocca, la lingua, di colui che simili stronzate non poteva, non poteva, pronunciarle.

E lo è tanto se parliamo degli stranieri, tanto se parliamo delle donne.
In un caso, la citazione evidente è l’apartheid sudafricana, nell’altro è forse meno evidente, ma perfino più calzante, la politica sui mezzi pubblici dei fondamentalisti islamici in Iran.
Con la stessa pretesa di “proteggere” le donne, le si segrega in scompartimenti limitati.
Questi sono i riferimenti, i precedenti, le “soluzioni” che certa gente vorrebbe importare in Italia.

E questa sarebbe una provocazione?
O un irreparabile offesa? E costui verrà candidato? E questa cosa sarebbe oltre ad essere un’ennesimo oltragio a tutti?

 

Ieri sera ho visto Persepolis di Marjane Satrapi, preso in prestito in biblioteca.

Il sito ufficiale italiano e quello internazionale.

Mar 212009
 

Non ci vuole una grande scienza per capire che la frase “Eideh Shoma Mobarak” [che chiude il video presidenziale e il relativo post] sia benaugurale. E basta googlicizzarla per ritrovare pagine di auguri di buon anno e buona primavera, il che in un calendario che fa del primo giorno di primavera l’inizio dell’anno è probabilmente ambivalente.
Ma ho provato lo stesso a farla tradurre dal Translate, anche se mancando iraniano o persiano, ho impostato il rilevamento automatico della lingua d’origine. Mi aspettavo desse un errore, e invece:
La traduzione da Persiano a Italiano non è ancora disponibile.
Sono rimasto piuttosto stupito, ho quindi tentato con l’inglese, che è la lingua ponte per tutto il sistema Translate [per tradurre da due lingue, effettua una prima traduzione all'inglese, e una ulteriore dall'inglese, facendo spesso casini]
La traduzione da Persiano a Inglese non è ancora disponibile.
Manca anche questa.
La traduzione da Persiano a Arabo non è ancora disponibile.
Idem.
La traduzione da Persiano a Cinese non è ancora disponibile.
La traduzione da Persiano a Francese non è ancora disponibile.
La traduzione da Persiano a Hindi non è ancora disponibile.
La traduzione da Persiano a Russo non è ancora disponibile.
La traduzione da Persiano a Spagnolo non è ancora disponibile.
La traduzione da Persiano a Turco non è ancora disponibile.
Idem come sopra.
Per citare solo le lingue più “probabili”, ma in effetti la risposta è la stessa con tutte le lingue attualmente attive.
Ma è evidente il software traduttore riconosca la frase come persiano, forse perché è una frase “facile” essendo un augurio standard, ma fa pensare sia in sviluppo un futuro ampliamento delle lingue attualmente disponibili.

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