L’altro giorno sul treno ho sentito una conversazione telefonica: una ragazza delle superiori, rientrando a casa da scuola, raccontava a sua madre di un dibattito con il professore di religione, un prete mi pare di aver compreso. Ero in effetti in altre faccende affaccendato, lavorando al portatile per portarmi avanti con il lavoro durante il viaggio, arrivando in ufficio già con alcuni disegni terminati.
Diceva la ragazza a sua madre che in classe si era accesa una discussione un po’ forte per via della reazione di lei stessa e altre ragazze di fronte alla posizione del prof. Questi aveva candidamente spiegato come sia doveroso il perdono, per tutti, perfino per un padre che uccide i propri bambini (c’era probabilmente un riferimento a qualche episodio di cronaca, che la ragazza ha tralasciato di citare), e quindi una delle ragazze aveva chiesto se quindi il perdono va similmente anche alle donne che abortiscono. E il professore candidamente aveva spiegato che no, a loro no. Di fronte all’apparente paradosso alcuni studenti, pare particolarmente alcune ragazze, si sono dette un po’ stupite. Se per la Chiesa Cattolica un feto è un essere umano completo fin dal concepimento, e l’aborto è un omicidio imperdonabile, perché compiuto “dalla madre”, perché l’infanticidio, omicidio tremendo pur sempre compiuto dai genitori, sarebbe invece un peccato da assolvere?
Dopo una lunga discussione la posizione del professore pare fosse di mutata di nulla, e l’unica risposta ricevuta dagli accalorati studenti fosse soltanto “Il padre assassino ha comunque permesso ai figli di nascere e vivere, prima di ucciderli.” La differenza sarebbe quindi stata, a quanto riportava la ragazza alla madre sinceramente preoccupata di possibili ritorsioni scolastiche, solo nell’atto della nascita, e nel dono della vita. Che a rigor di “dogma” la stessa Chiesa Cattolica non manca mai di far notare comincerebbe con il concepimento, e non con la nascita.
E io mentre disegnavo, coglievo il fastidio di questa ragazza per aver a che fare non tanto con l’ora di religione, ma con una persona incapace di cogliere contraddizioni evidenti e fortissime, e pronta a negare l’evidenza delle stesse contraddizioni, senza alcuna vergogna. In nome di un dogma, che pare sempre meno religioso, e sempre più politico.
E nel frattempo coglievo l’ansia della madre per il fatto che la figlia avesse risposto alla provocazioni del docente, invece di ammutolire e andarle poi a raccontare le cose dette in classe.

Ma le coglievo così, di sfuggita mentre disegnavo. E con me le coglieva l’intero vagone, tutti in silenzio ad ascoltare la breve descrizione di una lezione d’incoerenza, che quel professore avrebbe potuto risparmiarsi.

Le trecce di xlthlx: Livelli di cortisolo (e testosterone) critici:

La verità è che non riesco più a scrivere sul blog. […]

Il luogo dove mi sento più a mio agio è qui, sul Tumblr, […]
Perché qui mi sento libera. Anche se sto solo riportando qualcosa che ha scritto qualcun altro. Che mica sempre è facile trovare le parole, e non c’è nulla di male a usare quelle altrui (citando la fonte, ovviamente).

Non è esattamente lo stesso per me, ma i passi che ho riportato sono estremamente simili. Anche esprimere pensieri, idee, stati d’animo, cose interessanti, per immagini invece che con parole, su Tumblr è estremamente più naturale. Ed era una cosa che già cercavo di fare col blog, ma ora è molto più onnivoro e in qualche modo famelico.

Esprimere me stesso attraverso pensieri, immagini e parole, anche dette da altri, è strano, ma a suo modo è la forma che più mi assomiglia ultimamente.



lorettamagnolia:

thisissoweird:monicagellerb:sweethomestyle:kari-shma:

“dite quello che volete, ma ogni volta che mi passa il fegato marcio per le fesserie del PDL a me comincia un po’ di invidia. sono così creativi, quando cercano scuse, che se invece di fare politica si dessero al cinema surreale potrebbero risollevare le sorti del cinema italiano. ecco, magari gli manca un po’ di consapevolezza del loro surrealismo.”

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NoTumblrForOldMen, via ufficioreclami (via 11ruesimoncrubellier) (via virginiamanda) (via 3n0m15)

Io credo alcuni ne siano consapevoli, ma come autori si guadagna meno che non come politici.

“anche noi dovremmo dichiarare guerra alla Svizzera, e poi farli vincere.”

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Frederic Argazzi, qui. (via iconoplastica) (via maisuccesso) (via puntolino) (via placidiappunti)

Sono assolutamente d’accordo. Ma solo se il Canton Ticino si annette i territori fino a Pavia, e io alla fine del trattato di resa mi ritrovo la cittadinanza elvetica senza dover lasciare casa mia.



dielle:

(via inlandempire)

Ultimamente ci penso spesso: forse dovrei rivedere Twin Peaks.

Finalmente riusciamo ad andare a vedere l’agognato Avatar in 3d: slegati entrambi da tutti gli altri impegni, oggi era il giorno ideale. Ma lo spettacolo serale era pieno, quello tardo pomeriggio posti brutti, quasi deserto il 14.30!

Andiamo al multisala prima, facciamo i biglietti, scegliamo dei posti (se possibile la prossima volta un paio di file più avanti e la mia vista perifica non sarà così fuori fuoco), pranziamo in uno dei locali del centro commerciale, entriamo in sala per tempo. Che si riempi, quasi, rapidamente. E dietro di noi compaiono nonno e bimba.

È chiaro che i genitori mai l’avrebbero portata al cinema, e mai a vedere Avatar, dato che la bimba è troppo piccola, non capisce nulla di quello che succede, fa continuamente domande, deve fare pipì in continuazione. Tra le domande un posto d’onore alla “ma perché non cammina” “è paralizzato” “perché?” “forse un incidente” “ah, quelle non sono le sue gambe?”. Seguenza di dialoghi che nell’arco del film si è ripetutata… 4? 5 volte? La bambina è guasta, ha solo la RAM, l’HardDisk è stato mandato in riparazione, ma come vedete funziona alla perfezione anche senza. Per 10 minuti netti.

Il nonno invece ha questa vocina da baritono, l’ultima volta che è stato al cinema c’erano probabilmente intervalli ogni 15 minuti per cambiare le pellicole, e lui ne approffitava per fumare, perché come urla a tutta la sala prima dell’inizio del film, se non fuma almeno 4 volte in due ore, farà una strage di noi tutti.

Speravo fosse una minaccia reale, e non metaforica. E che sarebbe uscito veramente a fumare di continuo, evitando di rispondere ad alta voce alla nipote in continuazione dietro il mio orecchio. Invece probabilmente la sua era una sottile metafora: avrebbe fatto strage della pazienza di tutti noi. Uno per uno.

In compenso il film è stato bello. E sono riusciti a stare zitti nei momenti importanti e commoventi. Specie se venivano minacciati un attimo prima. E a volte sentivo a malapena il loro brusio sotto il fragore delle scene di azione più irruente.

Ah, il film è molto bello.

Novantasei pagine. Torno dopo due giorni di assenza e mi ritrovo novantasei pagine di Tumblr non letti. Se vado in vacanza una settimana, probabilmente non avrei mai abbastanza tempo per leggermi le cose scritte durante la mia assenza. Quindi devo optare per non andare indietro a leggere le pagine dei Tumblr passati.

Tra l’altro su novantasei pagine, ho trovato solo OTTO Tumblr da retumblare. E uno che avrei retumblrato il giorno stesso, non un minuto dopo.

Promemoria:

Non guardare indietro nella cronologia perduta dei Tumblr.

Dopo la trasferta a Padova, questa domenica avrebbe dovuto essere dedicata a un po’ di lavoro (poco) e a un bel po’ di relax.

Sveglia alle 10:30, colazione, colazione, colazione, colazione. Alle 12:00 ho conferma che non si lavorerà neanche un po’. YEAH!

Alle 13:00 pranzo, finito il quale mam si proclama assonnata e si prepara per una pennica degna di essere ricordata negli annali, io pulisco la cucina, mentre spio il timido sole là fuori, e pregusto la prima biciclettata della nuova stagione. Suona il citofono.

Ed è una disfatta su tutta la linea.

Un vicino ha trovato acqua nel corridoio delle cantine, e pare venga dalla nostra, in cui l’unico dannato tubo è lo scarico delle cucine. Dell’altra colonna di appartamenti. Mentre allegramente invento nuovi tipi di parole irripetibili mi metto dei vecchi e brutti jeans, gli scarponi da pioggia, e scendo.

È ovviamente il tubo in questione, ma non il “nuovo” tubo, chiaramente asciutto, ma quello vecchio, o meglio quel che resta del vecchio tubo, che andava verso il pozzetto esterno. Le successive due ore si sono svolte alla ricerca del perché l’acqua degli scarichi delle cucine rifluisse indietro, nel tentativo di capire perché quel vecchio tubo non abbia un coperchio di chiusura, e nelle lunghe operazioni di spazzar via tutta l’acqua. Ah, e nel scoprire che il tubo che dal pozzetto va alla raccolta di tutta la fogna, come al solito è ostruito, poiché nonostante vengano a pulire tutto l’impianto ogni sei mesi, ovviamente mica lo puliscono tutto, che poi perderebbero troppo tempo. Riusciamo con una canna d’acqua a sbloccare l’ingorgo e l’acqua riplendere a fluire nella giusta direzione.

E quando ho finito, dopo aver fatto anche una lunga doccia purificante, ovviamente il sole è già tramontato, e la biciclettata è sparita nel nulla. Sono indeciso su quanto fare storie all’amministratore di condominio. Fino a che punto per la precisione.

Sgrumt!

Stiamo partendo, arriviamo!

A nuoto…