La giornata comincia sotto i migliori auspici: dopo il diluvio di ieri il sole brilla nel cielo, il profumo di caffè sale dalla cucina, gli uccellini cinguettano felici. E mi sono svegliato in tempo per fare tutto quello che avevo in programma: passare da mia sorella per dare da mangiare al gatto, farmi barba e doccia ed essere pronto per le 10:30 per andare in quel di Bergamo per un fiducioso pranzo.
E invece…
Il cibo del gatto non era dove avrebbe dovuto essere, e in oltre venti minuti di ricerche non è stato possibile trovarlo e ho dovuto dargli il cibo del cane. (solo successivamente ho scoperto che con penisola mia sorella intendeva bussola.
Tornato a casa alla 10:30 (ora d’incontro previsto) mam ha provveduto a farmi perdere ulteriore tempo. Comunque con poco più di mezz’ora di ritardo ero pronto e aspettavo l’arrivo di Lo’, il quale invece mi comunica di avere qualche problema alla macchina, in preda allo sconforto propongo di tornare a letto ad aspettare giornate migliori, ma Lo’ insiste e mi convince ad aspettarlo fiducioso.
Due ore dopo finalmente arriva, con un’altra macchina, e partiamo per Bergamo. Arrivano lì con un enorme ritardo quindi, ma l’accoglienza dei padroni di casa e delle loro biondissime Labrador risollevano rapidamente il morale.
Lo splendido pranzo, la bellissima casa (nonostante qualche “pecca” indipendente dalla volontà dei proprietari), l’ospitalità meravigliosa, le chiacchiere conviviali, i giochi danzanti e canori, tutto ha trasformato una serie di sfortunati eventi in una giornata piacevolissima.

Questo post arriva un po’ in ritardo, ed è stato scritto a pezzi sul nuovo iPhone, quindi può darsi ci sia qualche errore e incoerenza. Ma il mezzo è fantastico e col tempo spero di riuscire ad utilizzarlo al meglio.

Aug 232010

Stamane ho deciso di settare le nuove funzioni degli account Google, o meglio la stupendissima funzione del login multiplo: in pratica una semplice abilitazione a scambiare tra loro alcuni account Google, con un semplice click, senza dover fare log out e log in in continuazione. Un unico browser può mantenere attivi tre account contemporaneamente, per ora solo su alcuni prodotti di Mountain View: Google Code, Calendar, Gmail, Reader, Sites, Google Voice.
Ovviamente io lo necessitavo da tempo immemore per Gmail, avendo diversi account per le varie funzioni e lavori, ed utilizzando già tre browser (Safari, Firefox e Chrome) per averne sempre tre sottocchio. Con questa nuova funzione ne riesco a controllare perfino nove differenti senza problemi.
Ma mentre impostavo, ho scoperto una cosa tremenda: alcune notifiche di commenti al bybblog erano finite in un indirizzo mail secondario, che non controllavo da mesi. E quindi non sapevo nulla di bellissimi alcuni commenti ricevuti da amici bloggaroli.
È stato un piccolo shock. Ma ora mi sono ripreso.

Lunedì...

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Jul 262010

Ecco, è stato un lunedì pesante.

Stamane mi sono svegliato presto, ho mandato tutte le fatture del mese in anticipo, sperando che così me le bonifichino prima della chiusura ad agosto. E simpaticamente l’ho scritto nelle mail, nel caso fingano di non capire che mi farebbero comodo, se decidessi di andare via qualche giorno.

Poi sono andato dal collega, amico, Ing. qua vicino, e abbiamo concluso una certificazione energetica. per poi partire felici e guadenti verso l’astigiano, ma anche verso Torino. Abbiamo fatto un po’ di casino con le strade, ma alla fine siamo arrivati al casale oggetto del nostro nuovo lavoro. Un piccolo rilievo, per valutare quanto possano costare alcune opere di adeguamento: un vecchio casale, con il tetto che perde, e appoggia male sul solaio sottostante; un cedimento preoccupante di alcuni solai del piano terra; un cappottino sulla parete esposta a nord.

Ecco, questi rilievi, nelle cantine e nel sottotetto, hanno richiesto tutta la giornata. È stata dura, polverosa e sfiancante. Su e giù per scale e scalette. Misure, fotografie, note e osservazioni. Abbiamo finito tardi, per risparmiarci un viaggio per un nuovo rilievo. Ne è comunque in conto uno, per le misure che avremo dimenticato al primo giro, ma almeno il primo giro di tutto è fatto. Anzi, devo ricordarmi di invitare qualcuno a vedere i bellissimi posti dov’eravamo.

E poi ci abbiamo messo comunque quasi un paio d’ore a rientrare a casa. E così alla fine ho fatto tardi per la cena meneghina con gli amici, a cui avrei voluto andare, ma ero veramente troppo a pezzi per affrontare il viaggio in treno. Mi stupisce anzi che io sia ancora sveglio.

Ho veramente voglia di staccare da tutto per un po’, per qualche giorno almeno.

#wefraaaa

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Jul 202010

E dovrei raccontare del magnifico week-end.
Della casa al Lago di Garda, del piacevole venticello, dei magnifici muffin e dei tortini, della dieta all-carbs, del magico Bimbi, delle partite a carte, della sacra scatola di blogstar, della meravigliosa compagnia, delle chiaccherechiaccherechiacchere, del supermercato “dietrol’angolo”, della piscina calda, delle palette coi voti per i calciatori a petto nudo.
Delle partenze intelligenti di notte, e quindi di come si rimase praticamente bloccati dentro il box già in coda per il casello 30km più avanti. O del come la coda sia sparita nel nulla a una certa curva: puf! non c’è più.
O del basilico e del pesto, che hanno pervaso ogni piatto. O della marmellata fatta in casa. O di tutte le cose belle che abbiamo detto, fatto, sentito, mangiato, durante questo splendido week-end.

Ma sono cose, che se non ci eravate, farete perfino fatica ad immaginare, tanto erano belle.

WP 3.0

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Jul 162010

Ho finalmente aggiornato il bybblog al nuovo wordpress. Wow!

E grazie a tutti quanti hanno contribuito. A uno in particolare, come al solito.

“I post mi vengono la mattina nella metro, la verde in quelle 5 fermate che mi separano dalla periferia al medio centro. […]
Li di post ne vengono tanti in mente, così al volo, con la mente che disegna splendide ambientazioni per fare racconti di sicuro effetto e rendimento Invece prendi l’abitudine a pensarlo e non ad immaginarlo quassù.
Finisce cosi, nell’arco dei 30 minuti scarsissimi la frequenza di mantenimento del pensiero del post che lussureggiante splende con regolarità all’interno delle pagine di questo dominio.
Diciamo che ho postato più foto delle cosine passate che parole.
E dovrei tenere a mente molto più di quanto immagini già da solo.
I racconti migliori poi, sono sotto la doccia, con quella tendina millecolori e fiori di quarta generazione che alberga nella bilocale bordo alzaia naviglio grande.”

- Beautifulife » La polvere d’estate

Lunga giornata

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Jul 092010

È stata una lunga giornata.
Ieri dopo la consueta collaborazione mattutina con l’amico e collega ing. (adotta un ing. anche tu!) mi sono ritrovato a dover andare a ritirare delle ricette dal medico di mam. Un brav’uomo che mi sgrida sempre se non scavalco la fila per questo genere di cose. Un tempo le ricette da consegnare venivano lasciate su una mensola nel disimpegno tra la sala d’attesa e lo studio vero e proprio, a volte chiuse in una busta col nome sopra, ora pare non sia più possibile per motivi di privacy. Così le persone che vanno solo a ritirare una ricetta già compilata devono comunque entrare nello studio del dottore. Fatto sta che sono arrivato dal dottore di mam oltre l’orario di ricevimento, ma c’erano ancora una anziana signora, un viril fusto, e due signore intente ad entrare dal dottore proprio in quel momento, e io non ho fatto in tempo a precederle per prendere il malloppo di ricette di mam. Così mi sono ritrovato ad aspettare in sala d’attesa che le due facessero la propria visita, con la netta intenzione di salutare il medico appena si fosse aperta la porta, per rubare le ricette e volare via. Invece la vecchina, con tanti problemi ha iniziato a decantare (senza alcun motivo) quanto ella abbia sempre sofferto molto, e quanto questo medico la faccia aspettare da tutta la vita (falso, dato che lei avrà si e no l’età della nonna di lui) e del fatto che lei sempre gentile ed educata ha sempre rispettato la fila d’attesa, e che solo una volta in vita sua avesse lasciato passare avanti una signora con un bimbo di dieci giorni in braccio. E ancora si cruccia per questo favore che le era stato estorto, all’incirca 20 anni fa, ricordava con dolore. Ecco, lì ho deciso che avrei fatto tardi, e non avrei saltato la fila, a costo di farmi sgridare dal dottore. Quindi sono uscito un attimo in giardino a prendere una boccata d’aria, dato che la vecchina ora si lamentava di essere lì da circa tre ore, come se fosse possibile avesse dovuto attendere tanto, e che prima del suo arrivo le 100mila persona nella sala d’attesa stavano con porta e finestre sigillate, e sapeste che odore, lei poi che oltre alla gobba, la gotta, le protesi a tutte le articolazioni, la supervista* e il superudito* è pure dotata di superolfatto* e di problemi respiratori. Gola e polmoni, quindi il puzzo di sudore potrebbe ucciderla in pochi secondi neanche fosse criptonite, per la quale per fortuna ha fatto il vaccino. [* sono aggiunte dell'autore, ma erano cose tanto evidenti da non necessitare la spiegazione della supervecchina.] Il mio imbarazzo a “superare” la povera supervecchina corrisponde all’identico imbarazzo del viril fusto, il quale interrogato con al tortura dalla vecchina, rivela di essere lì solo per una semplice impegnativa, senza particolari visite e discussioni, provocando un moto di sentimento della donna la quale si dice subito pronta ad altri vent’anni di notti insonni per far passare davanti lui. Il quale gentilmente declina l’offerta. E così io, per evitare il dottore mi veda prima della vecchina e mi consegni le ricette provocando l’apocalisse, quando sento troppo rumori dietro la porta dello studio, mi sposto un attimo in cortile per prendere una boccata d’aria e infatti subito sento aprirsi la porte e le voci delle signore salutare il dottore, toccherebbe quindi alla vecchina, la quale a velocità razzo abbandona l’edificio lasciando tutti stupefatti. Il viril fusto entra per la sua impegnativa e le signore uscendo mi chiedono “e la supervecchina? era qui da settimane e finalmente era il suo turno, che fine ha fatto?” “è appena andata via.” “ah.” Di lì a un attimo il viril fusto esce con la sua impegnativa terrorizzato di poter incontrare la vecchina e io entro dal medico, ritiro le ricette, mi prendo la ramanzina, e farfuglio qualche scusa che lui finge di ignorare. Mentre mi saluta esce per vedere se c’è ancora qualcuno e mi chiede “e la supervecchina che si lamentava dov’è?” “è corsa via” “meglio!” E chiude l’ambulatorio.
Al che io coraggioso mi dirigo a piedi alla nuova casa di A., la sorella che torna al paese natio, per dare da mangiare e da bere alle tartarughe d’acqua. Di quelle che compri piccolissime e piccole rimangono. Ecco no, quelle di A. sono cresciute oltre ogni limite: una misura quasi 20cm, l’altra più di 30. Ora non mangiano più il mangime impalpabile di microgamberetti secchi, ma una cosa molto simile, ma fatta con aragoste secche di dimensioni inquietanti.
Fatto tutto mi dirigo sotto il sole cocente a piedi fino a casa mia. E lì ripresomi da tutto questo pranzo. Per poi dirigermi al treno per andare nella grande metropoli per il lavoro pomeridiano. Dove rimango blindato al fresco fino alle 19.40
In serata con fare fiero e baldanzoso mi sono diretto al vicino parco per la festa di dottorato di un’amica, argomento della tesi sui malati di mente gravi e pericolosi, infatti io sono uno dei volontari di cui si narra nella sua tesi. Con chiara sostituzione dei nomi. E ogni collegamento a fatti realmente accaduti è puramente casuale.
Mentre arrivo alla festa, mi telefona un’amica comune, per ricordarmi dello sciopero dei treni, del quale come al solito io non sapevo nulla, e quindi del fatto che probabilmente non potrò tornare a casa se mi fermo alla festa. E infatti dopo birra, vino, angurie, meloni e profiterols e corsa in duomo-repubblica-centrale, non risultano viventi treni per la piccola cittadina di provincia. Sull’orlo della disperazione medito di correre in estrema periferia per prendere l’autobus notturno, uno dei mezzi meno raccomandati dai dentisti italiani, ma alla fine desisto, più per il povero Macco nella mia borsa, che non per la mia stessa incolumità fisica.
Ritorno quindi alla festa, spostata dal parco alla piazza, e da lì vado ospite a casa della amica festeggiata. Punto la sveglia per prendere un treno del mattino, tra quelli garantiti, scopro che non so e non ho modo di sapere quali siano i garantiti, scrivo a Lo’, svegliando di sicuro poveretto, che mi gira l’informazione. Anticipo quindi di un’ora la sveglia. Poi io e l’amica rimaniamo al buio a parlare del più e del meno fino a tarda ora.
Stamane alle sei mi sveglio, lascio il piccolo appartamento e mi dirigo alla monumentale stazione della grande metropoli. Lì tra treni soppressi, biglietterie blindate, messaggi di scuse in filodiffusione, faccio colazione al bar autogrill caffè e brioche al cioccolato. Poi prendo il mio treno. Durante il viaggio inizio la scrittura di questo post, che sto terminando adesso a casa mentre faccio colazione con caffè, pane e miele, poi farò la doccia e andrò a lavorare con l’amico ing.

In tutto questo ho tenuto aggiornati i twit, Lo’, mia sorella A., l’amico ing. e l’amica che mi ha comunicato lo sciopero e la festeggiata. In modo che se in una corsa tra una metro e l’altra, di notte da solo, fossi scomparso nel nulla come nei telefilm americani, i tabulati telefonici e i testi dei miei sms avrebbe messo la polizia sulla giusta pista.

A tra l’altro il treno tra la grande metropoli e la vecchia capitale che ho preso stamane per arrivare alla cittadina di provincia, è lo stesso che prendevo tutte le mattine ai tempi delle superiori per andare dalla cittadina di provincia alla grande città dello zucchero e degli atlanti. Le strane coincidenze.

Superman

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Jun 262010

Delle cose che dovrei scrivere, se ancora ne fossi in grado, c’è quella buffa esperienza di correre in tram dall’ufficio verso il centro per un aperitivo ricchissimo e bellissimo, con un tot di amici, in un locale di un livello che pensavo non mi facessero neanche entrare. Quindi sceso alla fermata del Duomo, ho attraversato di corsa la piazza nei tunnel sotterranei della metro, e lì con fare disinvolto mi sono infilato in una macchinetta per le fototessere, ho tirato la tendina e mi sono cambiato, per arrivare presentabile e non con ore di sudore e mezzi pubblici (grazie Trenitalia!) attaccate ai vestiti.

Blur

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Jun 102010

Pubblico questo bellissimo video in occassione dell’arrivo di un pacchettino DHL…

Una gradita sorpresa: Blur, il bellissimo videogioco di cui avevo già scritto.
Non vedo l’ora di potergli dedicare un po’ di tempo.

“personalmente non si critica chi se lo compra (fatti propri) ma chi se lo compra e poi magari dopo un mese se lamenta che non arriva a fine mese #fail. - Stefigno”

- ma non c’era la crisi? e dove li trovate voi i soldi per comprarvi istantaneamente qualunque giocattolo tecnologico nuovo? - chiaratiz - FriendFeed

[esattamente.] (via xlthlx)
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