Dopo la trasferta a Padova, questa domenica avrebbe dovuto essere dedicata a un po’ di lavoro (poco) e a un bel po’ di relax.
Sveglia alle 10:30, colazione, colazione, colazione, colazione. Alle 12:00 ho conferma che non si lavorerà neanche un po’. YEAH!
Alle 13:00 pranzo, finito il quale mam si proclama assonnata e si prepara per una pennica degna di essere ricordata negli annali, io pulisco la cucina, mentre spio il timido sole là fuori, e pregusto la prima biciclettata della nuova stagione. Suona il citofono.
Ed è una disfatta su tutta la linea.
Un vicino ha trovato acqua nel corridoio delle cantine, e pare venga dalla nostra, in cui l’unico dannato tubo è lo scarico delle cucine. Dell’altra colonna di appartamenti. Mentre allegramente invento nuovi tipi di parole irripetibili mi metto dei vecchi e brutti jeans, gli scarponi da pioggia, e scendo.
È ovviamente il tubo in questione, ma non il “nuovo” tubo, chiaramente asciutto, ma quello vecchio, o meglio quel che resta del vecchio tubo, che andava verso il pozzetto esterno. Le successive due ore si sono svolte alla ricerca del perché l’acqua degli scarichi delle cucine rifluisse indietro, nel tentativo di capire perché quel vecchio tubo non abbia un coperchio di chiusura, e nelle lunghe operazioni di spazzar via tutta l’acqua. Ah, e nel scoprire che il tubo che dal pozzetto va alla raccolta di tutta la fogna, come al solito è ostruito, poiché nonostante vengano a pulire tutto l’impianto ogni sei mesi, ovviamente mica lo puliscono tutto, che poi perderebbero troppo tempo. Riusciamo con una canna d’acqua a sbloccare l’ingorgo e l’acqua riplendere a fluire nella giusta direzione.
E quando ho finito, dopo aver fatto anche una lunga doccia purificante, ovviamente il sole è già tramontato, e la biciclettata è sparita nel nulla. Sono indeciso su quanto fare storie all’amministratore di condominio. Fino a che punto per la precisione.
Sgrumt!

Il mio sogno è una stanza così (un po’ più illuminata però, eh?)
Tu pensa, anche il mio. Ma con luci più tenui, e uno spot (non fastidioso però) preciso preciso mirato sul libro aperto nella mia mano.
Coinquilino V: -Ma come la tiriamo via questa cera dalla tovaglia?
Coinquilino L: -Con il ferro da stiro.
Coinquilino V: -Assì?
Coinquilino L: -L’ha detto lei.
Coinquilina G: -L’ha detto guggol.
Coinquilino V: -Guggol sa un sacco di cose.
(tranne che la cera, su quella tovaglia, ce l’ho spanta io) (ed è un mese che faccio finta di niente)la cera dalla tovaglia col ferro da stiro??
are you sure?
la Coinquilina G sembra sicura di se stessa e di ciò che sta per fare (e poi la tovaglia è sua) (quindi…)
in teoria potrebbe funzionare. ovviamente con la carta assorbente sotto al ferro rovente per sciogliere la cera e assorbirla immediatamente mentre è liquida. questo solo se la stoffa in questione può sopportare il ferro rovente, altrimenti…

blacketgold:theresbeautyinthebreakdown:rantingsofthedelusional:lickystickypickyme:The “Mini Egg House”
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