Sabato c’è stato un matrimonio.
Un amica e un amico che dopo anni (15?) d’amicizia hanno scoperto di essere “compatibili” anche come coppia e ora si sono sposati.
Lei la conosco da che sono nato, essendo da sempre una frequentatrice del campeggio dove da sempre andiamo in vacanza tutta la famiglia. Idem la sua, così in effetti noi e loro ci si conosce tutti da oltre 30anni.
Lui viene in campeggio da meno (circa 15 anni, ecco) ma comunque non da poco.
Sarebbe naturalissimo e normalissimo andare al loro matrimonio (abitano a meno di 20km da casa mia), e sarebbe stato normalissimo ci fosse anche altri della mia famiglia, in particolar modo mia sorella A. che con loro aveva un rapporto probabilmente più stretto di quanto non lo avessi io.
Ma A. ha avuto lo scorso inverno una dolorosa lite con alcune amiche del campeggio, tra cui la sposa. Alcune di queste amiche (ma non mi risulta la sposa) hanno anche usato termini ed espressioni che definire “non carine” sarebbe riduttivo. E se state pensando ad insulti o epiteti vari, siete ancora piuttosto lontani: sono volate maledizioni e ignominie varie. E ho motivo di credere quasi tutte rivolte a mia sorella.
Per questo A. ha interrotto i rapporti con le “amiche” coinvolte, sposa compresa. La quale, non l’ha invitata al matrimonio. Commentendo a mio parere un ulteriore torto ad A., nonostante il litigio si conoscono da una vita. Ma a mia sorella questo non importa, lei comunque non ci sarebbe andata.
Io non ho saputo che fare, ho ricevuto l’invito a maggio, e ho deciso solo un paio di settimane fa.
Ho per diversi mesi pensato a cosa fare; quanto il comportamento della sposa verso mia sorella fosse da censurare (perché credo lo sia); quanto la mia mancanza avrebbe significato per entrambi gli sposi, e quanto avrebbe significato per gli altri ospiti; quanto le “amiche” avrebbe detto della mia eventuale presenza, e quanto di un’eventuale assenza. Soppesando tutto, alla fine ho deciso comunque mi fossi comportato, ne avrebbe parlato male, malissimo. E che almeno essendo presente, sarei da una parte stato di disturbo alle male lingue, dall’altra avrei potuto manifestare la mia non estranietà a quella parte della compagnia, che non ha partecipato al tiro al piccione contro mia sorella. Alcuni dei quali non vedevo in effetti da mesi.
Sono quindi andato al matrimonio, i posti erano prestabiliti, e nessuna delle “amiche” era lì con me. Con loro ho scambiato solo poche parole fuori dal municipio: “Cara, ma questo vestito ti sta che è un incanto! è il più bel abito da sera che abbia mai visto. Peccato che sia ancora mattino.” (si, gliel’ho detto in faccia sorridendo)
Anche al ristorante, essendo a tavolate ben distanti, ho potuto ben poco parlare con loro, ne sono andato a cercarle nelle pause tra una portata e l’altra. Le avrò incrociate giusto un paio di volte, e solo perché erano con altre persone più interessanti.
Saluti di rito e via.
Mia sorella era stata informata della mia partecipazione, chiaramente in anticipo in forma riservata da mia madre, ma poi anche direttamente da me. E A. mi aveva detto che non era un problema.
Ora pare che lo sia diventato. Ha chiamato due volte per cercare mia Mam oggi, ma rispondendo io che Mam non c’era, chiudeva la conversazione con “Ok, scusa ma devo proprio andare.”
Mam e l’altra sorella poi mi hanno confermato che A. è arrabbiata con me.
Pare che lei creda io abbia fatto comunella con le “amiche” e che quindi lei sia un po’ più sola.
Addiritura pare ci siano mie fantastiche foto di tutta la comitiva, e foto di me con le “amiche”. Credo si compaia assieme per caso nella vastità del ristorante, o addirittura in un’unica foto di gruppo, con oltre 30 persone attorno agli sposi.
L. l’altra sorella, mi ha telefonato per dirmi che tocca a me far capire ad A. che per me nulla è cambiato. Ma che A. non mi parlerà, perché è arrabbiata. E più non mi parla, più sarà arrabbiata.
Come fare?







