
Brazil
Che paese meraviglioso.
Lucas Bernardini | Rick Day [via]

Continuo imperterrito con la campagna pubblicitaria australiana per una fiera alimentare: ogni paese rappresentato dalla propria bandiera composta con cibi tipici. Per il Brasile, un piatto di frutta tropicale, una foglia di palma, fette di lime e di ananas, e quello che sembra un frutto della passione.
Quanto l’importanza di un’opera d’arte è contenuto nell’opera stessa, nella sua fisicità, nella sua materia?
E quanto è contenuto nella sua storia, nel significato che assume nella vita e nella storia dell’artista, del committente, del momento storico in cui viene eseguita, e in quelli che ha attraversato?
Quanto nel suo messaggio, o nei riferimenti incrociati con altre opere d’arte, con la storia, con il mondo?
In order to promote its Art School, MASP Museum framed a text that had been printed on canvas and hung it on a wall in the place of a work of art. The text is about the painter’s life, his experiences, his disillusions, his temperament and served to explain his style, and to transport the viewer to the historical moment in which the work was executed.
The copy says: Get the whole picture.
Al fine di promuovere la sua Scuola d’Arte, il MASP Museum ha incorniciato un testo stampato su tela e appeso su un muro al posto di un opera d’arte. Il testo è sulla vita del pittore, le sue esperienze, le sue disillusioni, il suo carattere ed è servito per spiegare il suo stile, per trasportare l’osservatore al momento storico in cui è stato eseguito il lavoro.
Il copy dice: Con tutta l’immagine.
Il MASP è il Museu de Arte de São Paulo, in Brasile.
E magari qualcuno avrà ancora il coraggio di dire che Marilyn non fosse una donna di lettere.
Marilyn Monroe per il quotidiano Folha de S. Paulo
Quattro cappellutti modelli, due uomini, due donne. Più pari opportunità di così.
Ok, ci sono delle differenze.
Prima la più sottile:
Behind a great man there is always a woman who uses a great shampoo.
Questa scritta c’è solo nelle foto dei due maschietti, della saga: lo shampoo lo comprano le donne, l’uomo usa quello che trova nella doccia. Fosse anche la crema depilatoria di lei.
Poi c’è la differenza più evidente, sono tutti e quattro modelli piacenti, giovani, bei lineamenti, sicuramente anche bei corpi. Ma! i due uomini, per quanto si possano intuire i muscoli sotto le forme dei vestiti sono abbottonati quasi fino al soffocamento. Entrambi con la cravatta. Anche quello vestito “casual”. Perché è normalissimo per un uomo oggi mettersi una cravatta da camera dandissima, quando non mette la camicia. Nel contempo i vestiti delle signore, presentano ampie ampie ampie scollature. A mostrare tutta la generosità della loro femminiltà. ( silicone? photoshop? natura? )
E questo nonostante sia la stessa identica campagna pubblicitaria. Chissa se verrano pubblicate su riviste con target sia maschile che femminile?
Ma la cosa che stupisce di più è che NON è una campagna pubblicitaria italiana, viene dal Brasile.
L’unica amara consolazione è che le pubblicità sessiste non ci sono solo da noi.
Si avvicinano sempre più i Pride “regionali” di Milano e Roma, e il nazionale di Bologna.
Tra infinite contestazioni, problemi, etc… e allora, per cercare di essere positivi, penso un attimo penso al pride di Sao Paolo, e ai suoi 3,5 milioni di manifestanti ( anche se alcune stime arrivano fino a 5 milioni ), e mi rendo conto che ci serve ancora tanta strada.
Quindi un attimo di contemplazione davanti a Santiago Peralta fotografato da Carlos Arias per promuovere per il pride di New York.
La nuova campagna per la prevenzione dell’aids del governo federale brasiliano: target i giovani omosessuali.
In Brasile ( ma forse nel mondo ), le percentuali di omosessuali tra i contagiati non sono più in calo; la malattia, che nei primi anni veniva definita come “specifica” dell’omosessualità, aveva spinto le comunità omosessuali a una maggiore consapevolezza, rispetto agli “eterosessuali”.
Ora questo processo sembra si sia spezzato, e la malattia ha ripreso ad avanzare ( statisticamente parlando ) in particolare tra i giovani, che forse non hanno vissuto l’esperienza delle campagne martellanti negli anni più “terroristici” delle campagne.
I dati riportati sul sito della campagna rendono evidente che in Brasile a invertire la tendenza “virtuosa” del sesso sicuro tra omosessuali, siano soprattutto i giovani sotto i 24 anni, quindi la decisione del governo federale di una campagna pubblicitaria mirata.
Non è la prima: il governo si impegna da anni nella lotta alla malattia: iniziando con la distribuzione gratuita di preservativi, poi la distribuzione nelle scuole, poi l’incentivazione di una produzione interna per ridurre i costi, etc… ora si arriva ad apposite campagne per il carnevale di rio, etc…
Molte di queste campagne, o i dati statistici, si possono trovare tra le pagine del sito apposito www.aids.gov.br
E’ giusto in particolare ricordare che per l’AIDS NON esiste una cura, e per l’HIV (il virus che lo provoca) non esistono vaccinazioni. E’ ancora una malattia mortale, anche se la speranza di vita è passata da pochi mesi, a 10 o 15 anni.