

Stamane per un piano malefico avrei dovuto andare all’Apple Store di Carugate, prima possibile. Quindi mi sono svegliato alle 6:50 per prepararmi in 40 minuti d’incoscienza.
Esco dalle calde coperte del mio letto, m’infilo subito una tuta e vado in cucina già armato di alcuni vestiti per prepararmi mentre faccio colazione. Apro l’acqua calda per risparmiare qualche minuto nella preparazione del caffè, ed è fredda. Freddissima. La fiamma pilota del boiler si deve essere spenta.
Metto su il caffè, prendo i fiammiferi ed esco a riaccenderla. Sul balcone le veneziane sono tutte chiuse per creare un microclima adatto alla mille piante presenti, salvandole dalle più rigide temperature notturne. Fa un freddo, procedo velocemente.
Servono solo tre tentativo per riaccendere il pilota. Ne frattempo zampetto da un piede all’altro come i fenicotteri, in modo da tenere i piedi possibile a contatto con il pavimento. Attraverso le veneziane chiuse sento il rumore della neve. E il traffico caotico in lontananza.
Rientro, vado in bagno, torno e il caffè è pronto. Mi siedo e lo bevo. Ho un po’ freddo alle mani, ma il caffè mi scalda rapidamente.
Lo’ mi telefona e mi dice che visto il tempo raggiungere Carugate sarebbe un’impresa: è meglio rinunciare. Posso tornare a letto quindi.
Comincio a sentire freddo al ventre. Forse ho preso un pelo troppo freddo anche dietro le veneziane chiuse. Mi infilo quindi sotto la doccia calda. Mi rintempro un po’, e mi metto a letto, sotto le mie coperte, che nel frattempo sono diventate fredde.
Rimango lì un’ora circa, poi mi rialzo e mi faccio un tea caldo, per darmi la botta finale di calore.
Ha smesso di nevicare.
Ho una bellissima agenda. Un’agenda digitale sul mio MacBook. Sincronizzata con quella sul mio iPhone. E su quella online sul mio account Google. Google non manca di inviarmi sms per ricordarmi dei miei appuntamenti, si che io mai possa sbagliare. Ed ecco che la mia percentuale d’errore è sempre crescente.
Appuntamenti che si accavallano, litigano e si pestano, coi loro infiniti colori sulla tavolozza della mia settimana. E io che mi perdo. Non ho tempo per questo o per quello. Salto impegni che avevo preso, ma non segnato. O segnato per il giorno sbagliato. Pronastico incontri, trascuro lavori, lavoretti, amici e affetti.
Mi perdo nel caos elegantemente tabulato di un’agenda perfetta.
Anche se è vero che ora ho tante cose da seguire, forse troppe per le mie limitate capacità monotasking, mi dispiaccio di me stesso per i casini che creo, e non capisco come facciano le persone ben organizzate a gestire tutto.
E continuo a lottare contro una slavina di cose da fare.
Uh, una cosa curiosa: dato che ora Lore! ha un iPhone 4 nero, il suo iPhone 3g bianco 16GB lo uso io. Dovrò cambiare la batteria, ma funziona molto bene. Mi piace. Anche se ho le ditona e a volte premo mille tastini contemporaneamente.
Visto che sono state vacanze stancanti il quarto giorno ce la siamo presa ancora più comoda. In fondo ci addormentavamo sempre tardissimo, anche se rientravamo abbastanza presto in albergo, ma la colpa è tutta di quel bellissimo Samsung TV orientato verso il nostro lettone, che leggeva tutti i film dal mio MyPassport.
Quindi dopo una rilassante colazione da Starbucks siamo andati a vedere la città dalle terrazze del Politecnico, abbiamo fotografato lo stagno con le ninfea della facoltà di botanica, visitato la libreria della facoltà di legge (anch’essa opera di Calatrava), passeggiato per il centro.
Ma sopra ogni cosa abbiamo fatto shopping. Io mi sono comprato un paio di scarpe a un prezzo irrisorio, ma Lore’ ha fatto l’acquisto dell’anno: l’iPhone 4! Abbiamo dovuto pazientare in coda, e c’è voluto un po’, ma a furia di passare tutte le mattine, quel giorno l’abbiamo trovato.
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Per completare il nostro viaggio siamo andati a fare foto notturne della città, compreso il palazzo del Museo Nazionale, visto dal parco.
Oggi la sorellina A. ha fatto il trasloco nella nuova casa. Che in verità non è ancora finita, ma il grosso dei mobili ora si trova nella casa nuova, mentre loro rimaranno un po’ da noi, un po’ in campeggio.
Stamattina quindi alle 9 mio cugino L. è passato a prendermi per andare nella nuova casa di A., dove abbiamo iniziato a sistemare e montare la nuova cucina Ikea, che si trovava già lì. Poi sono arrivati gli altri con il furgone, lo abbiamo scaricato, è arrivato Lore, e abbiamo rimontato mezza cameretta dei bambini, per poi tornare a lavorare in cucina.
(L’immagine è puramente esemplicativa:
la cucina è di questa linea, ma non è così)
Abbiamo fatto tutti assieme una pausa pranza dalla zia D. che aveva preparato un pranzo leggero: pasta con il nero di seppia, insalata di pollo, anguria e frutta varia, etc… ci siamo fermati alla seconda portata, perché poi non saremmo stati in grado di continuare a lavorare.
Io ho finito molto tardi, alle 20 passate, per sistemare alcune ultime cose, poi sono tornato a casa.
Ah, cosa molto importante, Lore mi ha portato il mio nuovo HD esterno: un My Passport Essential della Western Digital da 500GB. È tanto bellino, e il suo colore silver con Macco ci sta proprio bene
Devin & Glenn: Overturn Prop 8 and Make Homosexuals Marry!
Come parlare agli eterosessuali e farsi capire.
(ma quello non è “I am a Mac”)
via CampMagazine


