Dec 192010
 

Ieri per motivi di lavoro ho visitato alcuni piccoli appartamenti, dei monolocali di circa 25mq.
Erano tre appartamenti molto simili, con trascurabili differenze d’impianto. Tutti e tre abitati da giovani single, almeno un paio, ma forse tutti e tre, che vi ci sono trasferiti per lavorare nella grande città, avendo però una “casa base” altrove, magari dai genitori a centinaia di km di distanza.
Il palazzo non è bellissimo, un po’ “romanticamente” decadente. Ma i tre appartamenti sono stati ristrutturati e sono bellini, piccoli e modesti, ma bellini.
Ma molto dipende da come sono tenuti: uno in particolare è trasformato in una lavanderia caotica, con un branda e un tavolino per la colazione. Un locale sporco.
Un altro era sistemato meglio, con un divano letto e una grande parete tv, con molti film e videogiochi. E una brandina ripiegata in un angolo, probabilmente per eventuali ospiti.
Il terzo era uno spettacolo. Sarà un caso che era dell’unica ragazza del gruppo. I mobili erano scelti con più cura, ordinati meglio per creare un’aria domestica. La stanza era fondamentalmente identica, ma lì avrei voluto cenare con gli amici, era una casa bellissima. In 25mq e senza cose fuori dal mondo.
L’abitabilità di una casa non può essere confusa con una quantità, è chiaramente una qualità. E chi ha arredato e vissuto quella casa, evidentemente ha ben chiaro cosa sia “casa”.

Aldilà di questo, lì in quel monolocale ho pensato che per vivere con te a me 25mq come quelli potevano bastare. E l’ho pensato prima della litigata e prima di fare la pace. Certo, in due sarebbe complicato vivere in così poco spazio, ma in quel momento ho pensato a quanto sarebbe bello svegliarsi la mattina con te, in una casa come quella.

Dec 172010
 

Anno vecchio, presepe nuovo!
Lo scorso anno avevo partecipato al più bel presepe dei blogger, e quest’anno mi ripeto scalando le vette del presepe e della capanna: dopo la mucca interpretata magistralmente da Valeria Marini, quest’anno arrivo fino a Lei, La Madonna! Interpretata niente popodimenoché da Gianna Nannini.

Chiunque volesse conoscere l’intero presepe, partecipare o altro trova le liste e il regolamento su Kblog.it il Presepe dei blogger 2011.

PS: la mia prima scelta era effettivamente un’altra, ma era una dura lotta, e qualcun altro è arrivato prima di me.

How hetero?

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Dec 142010
 
66% Heterobyb80 is 66% HeteroHow hetero are you? How hetero is Martha Stewart? Try out any Twitter name and get the real picture. Are we really the words we use? Hope to see you at Stockholm Pride!

Martedì

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Nov 302010
 

È martedì e sono già stanco come se fosse venerdì.
Non arriverò vivo alla fine della settimana. E ho un aperitivo, anzi due. Un concerto poi mi pare. E ovviamente il lavoro.

Olè!

Boiler

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Nov 262010
 

Stamane per un piano malefico avrei dovuto andare all’Apple Store di Carugate, prima possibile. Quindi mi sono svegliato alle 6:50 per prepararmi in 40 minuti d’incoscienza.
Esco dalle calde coperte del mio letto, m’infilo subito una tuta e vado in cucina già armato di alcuni vestiti per prepararmi mentre faccio colazione. Apro l’acqua calda per risparmiare qualche minuto nella preparazione del caffè, ed è fredda. Freddissima. La fiamma pilota del boiler si deve essere spenta.
Metto su il caffè, prendo i fiammiferi ed esco a riaccenderla. Sul balcone le veneziane sono tutte chiuse per creare un microclima adatto alla mille piante presenti, salvandole dalle più rigide temperature notturne. Fa un freddo, procedo velocemente.
Servono solo tre tentativo per riaccendere il pilota. Ne frattempo zampetto da un piede all’altro come i fenicotteri, in modo da tenere i piedi possibile a contatto con il pavimento. Attraverso le veneziane chiuse sento il rumore della neve. E il traffico caotico in lontananza.
Rientro, vado in bagno, torno e il caffè è pronto. Mi siedo e lo bevo. Ho un po’ freddo alle mani, ma il caffè mi scalda rapidamente.
Lo’ mi telefona e mi dice che visto il tempo raggiungere Carugate sarebbe un’impresa: è meglio rinunciare. Posso tornare a letto quindi.
Comincio a sentire freddo al ventre. Forse ho preso un pelo troppo freddo anche dietro le veneziane chiuse. Mi infilo quindi sotto la doccia calda. Mi rintempro un po’, e mi metto a letto, sotto le mie coperte, che nel frattempo sono diventate fredde.
Rimango lì un’ora circa, poi mi rialzo e mi faccio un tea caldo, per darmi la botta finale di calore.
Ha smesso di nevicare.

 

Questo è uno strano weekend.
Venerdì sera L. è venuto a casa mia e siamo stati assieme quasi tutta la notte. Fino alla 5. In realtà alle 4 io mi sono addormentato.
Abbiamo lavorato tutto il tempo. Design, grafica e fotoritocco.
Lavorare assieme a L. è bello. Bellissimo, profondo e facile e divertente. Ma stare tanto assieme, con una scadenza inprorogabile a poche ore e non potersi fermare nemmeno un attimo, fino allo sfinimento… Ecco, non è esattamente un classico weekend assieme alla persona amata. È qualcosa di un po’ diverso.
L. alle 5 è andato a casa, e si è messo a lavorare ad altri progetti. Io invece sono andato a dormire, alle 11.30 mi sono svegliato, e ho iniziato a preparare e caricare sull’apposito sito i risultati del lavoro notturno.
La connessione era lenta, e nonostante i file fossero leggeri ci ho messo diverse ore. Ho chiamato anche l’assistenza di Teletu, è mi pare notevolmente migliorata. Non che abbiano risolto il problema, ma non mi hanno asfisiato al telefono con pubblicità delle loro offerte, anzi la voce preregistrata mi ha portato rapidissimamente attraverso le diverse scelte al call center relativo al mio problema, lì la voce mi ha comunicato il tempo di attesa stimato (più di 4 minuti) che si è rilevato abbastanza preciso. Mentre aspettavo non una musica inutile, ne un messaggio promozionale o di scuse eterne, ma alcune informazioni generiche relative ad alcune problematiche comuni relative proprio a quel settore, così seguendo le indicazioni del messaggio ciclico ho già correttamente impostato alcuni nuovi parametri dell’adsl senza interrompere la mia “precedenza acquisita”. L’operatrice ha verificato tutto e non riscontrando problemi mi ha inviato una mail con alcune possibili soluzioni, e un sms a cui nel caso non bastassero eventualmente rispondere per essere contattati da tecnici specifici. Le indicazioni erano simili a quelle già indicate sul sito, ma c’era qualcosa in più, qualche dato in più. Non si è risolto granché, ma dopo aver controllato tutti i parametri, non sono tanto sicuro che il problema sia della mia connessione, o di quella del sito dove stavo caricando i dati.
Fatto sta che finisco di caricare i dati verso le 16.30, al che esco con Mam che voleva fare degli acquisti importanti. Andiamo al centro commerciale e dopo alcuni tentativi Mam trova gli stivali definitivi. Tutta raggiante decide di prendersi anche delle scarpe basse. Mentre lei attende alla cassa io giro il negozio: l’hanno rinnovato completamente dall’ultima volta. Quando torno alla cassa Mam mi ordina di prendere delle scarpe anche io, perché c’è uno sconto del 50% sul terzo paio.
Rifacciamo quindi il giro del negozio, ne provo circa metà. E alla fine compro loro:

Un paio di Asics Whizzer black-white-silver. Il mio primo paio, qualcuno mi ha contaggiato alla fine.
Dopo il centro commerciale siamo andati in uno spaccio industriale non lontano da qui a vedere per i nuovi lampadari della sala. E dopo una lunga passeggiata dentro all’esposizione scegliamo un paio di modelli, non troppo costosi, uno medio, e alcuni esagerati per i quali non chiediamo nemmeno ai commessi. Chiaramente quelli poco costosi, in ultrasaldo lo erano perché ultimi pezzi, e a noi serviva la coppia. Quindi cediamo e chiediamo del modello a costo medio. E in effetti hanno gli ultimi due. E ci fanno pure uno sconto ulteriore al prezzo di ribasso. Perché siamo carini simpatici, squattrinati e dignitosi. Noi non chiediamo nulla, è la titolare che da sola continua ad abbassare il prezzo. Anche quando noi abbiamo già detto che li prendiamo. La adoro!
Ah, dimenticavo, sono due simpatici UFO a forma di Smarties di Ideal Lux di vetro bianco.
Ora dovrò solo capire come montarli.

Ah, e chiaramente, avendo fatto la nottata stasera, non ci vedremo questa sera. Ecco questo forse è il più grosso difetto del lavorare assieme: ruba tempo allo stare assieme sul divano a guardare un film.

Schegge impazzite

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Nov 172010
 

È faticoso correre dietro alla vita, dietro ai lavori, dietro ogni cosa.
Sembrerà strano, ma non riesco mai ad aver tempo per tutto. Sono sempre stato un ritardatario; ho sempre fatto tutto all’ultimo minuto; e sono stato sempre disorganizzato. Ora che sto provando a rispettare un po’ un’agenda sto perfino impazzendo di più. E non me ne capacito.
Mi sembra a volte di non avere alcun controllo sul tempo e sulla mia vita.
Ho paura di perdere le scadenze di lavoro. Di non riuscire a mantenere i contatti con tutte le persone alle quali tengo.
A volte tutto questo mi fa molta paura.

3

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Oct 312010
 

Fallingwater

Importata direttamente dal MOMA di N.Y.

Venerdì

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Oct 292010
 

E se dicessi che la giornata è appena cominciata, non ho ancora fatto nulla, e sono già molto stanco.

(Dopo aver bevuto sei caffè.)

Comunali

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Oct 272010
 

E stamane si va in comune a consegnare tavole integrative. A Milano.
Sveglia presto, treno regionale, mail di protesta per mancato rinnovo opzione internet sull’iPhone. Stazione Centrale, Gioia. Il Palazzo dei Folli.
Il Geometra, colui che con la sua potente firma mi permetterà di consegnare è stato sfrattato dal suo ampio ufficio, stracolmi di faldoni, per problemi all’impianto termico. Gli operai lo hanno occupato, coperto tutto con teli di plastica e nessuno, nemmeno i responsabili del piano hanno idea di quanti giorni ci vorrà. Nel frattempo nessun cartello indica il luogo del trasferimento, in un doppio corridoio iperaffollato di gente in attesa.
Un giovane sconvolto riesce solo a indicarmi che il Geometra è in un ufficio più avanti; pascolo avanti e indietro per il corridoio in cerca di un avviso, di un biglietto, un post-it. Nulla.
Elemosino un’informazione a un’impiegata, una che ne sa, si vede. Mi lascia in attesa al centro del nulla fa un paio di miracoli in alcuni uffici, torna e mi concede l’informazione segreta. Due porte più in là, in un ufficio piccino.
Mille persone in coda, ma solo tre per vedere il Geometra. Ho speranze e attendo.
Ogni tanto il Geometra esce e cerca spazi più consoni al suo lavoro, ma non ce ne sono, e torna alla scrivania assegnatoli temporaneamente. Attendo il mio turno.
E attendo.
Poi finalmente tocca a me entrare nell’affollato ufficio e avere un colloquio con il Geometra. Ed è un trauma. Quaranta minuti a spiegare come le tavole integrative e le tavole già consegnate risolvano molti dei dubbi precedenti. E nel frattempo scoprire che c’era stato un errore di comunicazione tale per cui tre tavole vitali avrebbero dovuto essere sostituite e nessuno ce lo aveva comunicato.
Consegna non autorizzata, riprovate la prossima settimana.

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