Sapessi com’è strano essere un Magritte a Milano.
Ho scritto una letterina al Corriere.it, per la mia personale lamentela contro l’errore di genere nei loro articoli riferiti a persone transessuali, come indicato in poscritto nel precendente post dove indicavo la rassegna stampa di Spetteguless.
Buongiorno, ho notato che nei vostri titoli e articoli su persone transessuali sbagliate quasi sempre il genere grammaticale. Ad esempio oggi, nella notizia della morte della trans Brenda, ne parlate sempre al maschile, quando è ormai chiaro ed esplicito a tutti che i transessuali uomo verso donna, appellino se stesse al femminile, e chiedano di rispettare questa convenzione (simmetricamente i donna verso uomo usano per indicare se stessi il maschile, e gradiscono la convenzione venga rispettata dagli altri). d’altra parte, è anche chiaro che sarebbe inopportuno in caso di dubbio rivolgersi a una persona apparentemente femminile al maschile, o viceversa, quindi non si capisce come voi possiate continuare a portare avanti quello che è un errore grammaticale, di galateo, e di riconoscimento della dignità di queste persone ad autodefinire se stesse. Inoltre dopo anni di “ignoranza” molti altri quotidiani italiani, pare abbiano finalmente appreso e iniziato ad utilizzare i generi grammaticali in forma corretta (basterebbe indicare proprio i titoli di Repubblica, Unità e Il Messaggero sulla morte di Brenda) e mi stupisce quindi la notevole distanza che molti quotidiani abbiano in tal senso dato a quello che mi risulta essere il primo quotidiano del Paese, e che invece continui sulla propria homepage a pubblicare simili svarioni grammaticali. È sicuramente una facezia, una questione senza grande importanza, di fronte alla terribile morte di una persona, ma è anche un’operazione di rispetto ed educazione doverosa da parte di tutti, per iniziare ad accettare le persone transessuali. Il vostro esempio in direzione del rispetto di tutti, sarebbe un passo veramente piccolo, quasi insignificante, eppure un primo passo di sensibilizzazione. Sicuro che in futuro il Vostro quotidiano saprà ancora dimostrare di non essere secondo a nessuno, neanche dal punto di vista grammaticale, Vi ringrazio per l’attenzione e Vi porgo distinti saluti. B.B.
Il passo è veramente piccolo, quasi inutile invero, ma almeno è una risposta numero zero alla domanda di Gatto Nero: ok, questa è una storiaccia di servizi deviati e politica corrotta, e scandali e morte, degna di un film noir; ma se invece che una trans a morire carbonizzato fosse stato un gay o una lesbica, cosa avremmo fatto?
Avremmo quanto meno, richiesto un rispetto minimo a una persona morta. Un rispetto basico, che spesso non viene concesso, e non è giusto non lo sia.
No, non è un refuso per Tudor, è l’acronimo per Transgender Day of Remembrance, il giorno dedicato al ricordo delle vittime per transfobia.
È forse poco nota, anche in ambito LGBT, perché purtroppo spesso i Trans vengono isolati-discriminati anche nel gruppo dei discriminati. E chiaramente è un errore.
La ricorenza cade oggi, in ricordo della morte di Rita Hester, una trans uccisa nel 1998, e per triste coincidenza, oggi è stata uccisa (ma qualche notizia parla di “suicidio”) Brenda, una delle trans coinvolte nello scandalo Marrazzo, ex-Presidente della Regione Lazio.
Il minimo che si debe fare, tutti quanti, è non lasciare indietro nessuno, non fare ad altri quello che non vogliamo sia fatto a noi.
Ecco alcuni link d’approfondimento:
Transgenderdor.org
tgdor.org
Segnalo inoltre alcuni blog sui quali ho scoperto della Giornata contro la Transfobia, sui quali sono presenti altri link e rimandi ad associazioni italiane e straniere:
Livia Iacolare, GayCamp Italia, Fermentigattici, SuperPop.
Ah, Spettegulless ha fatto una piccola carrellata dei quotidiani italiani, qualcuno (Unità, Repubblica e altri) sembra si siano ricordati che per Brenda si debba usare il femminile, mentre altri (Corriere, il Giornale, etc…) hanno scelto di usare il maschile. Non faccio conto di scrivere a tutti quanti, ma una letterina al Corriere penso di mandarla.
Nell’ennesimo aggiornamento dei miei profili sui motori di ricerca lavorativi, uno di questi mi chiede per l’ennesima volta l’inserimento di una foto: “Dimensione massima: 150 KB e 400×400 pixels (Raccomandato 100×150 pixel)”
Mi faccio quindi convincere a pubblicarne una, che taglio per fare più quadrata e adattare alle dimension.
Pensavo fosse un dettaglio pressocché inutile, e trascurabile in effetti. Quando stamane mi è arrivata una mail:
Gentile byb,
Ti informiamo che non abbiamo potuto accettare la pubblicazione della tua fotografia nel tuo curriculum perchè non rispetta la Politica di Pubblicazione di fotografie di [nome sito], e perchè potrebbe presentare problemi nella visualizzazione della stessa.
Ricorda che non si possono pubblicare fotografie che contengano: animali, bambini, disegni animati, comics, persone famose, nudi, fotografie di più di una persona, immagini artistiche, materiale con diritti d’autore o di contenuto offensivo.
Per ragioni di sicurezza e privacy, non inserire nel tuo curriculum fotografie che contengono informazioni come: nomi, numeri di telefono, indirizzi email o URL di pagine web.
Puoi inserire una nuova foto dal tuo Menu Personale > I miei CV > Editare CV.
Sono rimasto un po’ perplesso… non vedo nella foto ne animali, ne bambini, ne disegni, comics, o persone famose, altre persone, non mi sembra offensiva, e non credo Lore! abbia già provveduto a registrarne internazionalmente i diritti.
Sarà troppo artistica? Ok, è una bella foto, studiata e fatta bene, ma non mi pare io sia irriconoscibile, o in chissà quale posizione improponibile, con chissà quali strani effetti o fotoritocchi. Sono semplicemente io, viso in primo piano. Nulla di più.
Forse preferiscono una fototessera formato passaporto, con ovale del viso al centro, che occupi due terzi dell’immagine, senza sorriso, etc… ma in tal caso, perché nella mail informarmi che la mia foto violava quei punti della Politica di Pubblicazione, e non un altro?
Ho provato a scrivere loro, così, giusto per curiosità.
Ed ho ricevuto prontamente risposta:
Ciao,
la tua foto andrebbe benissimo, se non fosse che ci è pervenuta con un quarto di viso tagliato, quando invece, essendo una foto per le aziende che non ti conoscono, il viso deve essere ben visibile e riconoscibile.
Grazie e buona giornata
Raccomando la lettura di questo: “un potoamico londinese“.
Sto lavorandoci sopra…
Si lavora per un mondo tutto nuovo….




