Ultimamente il lavoro ha ripreso un po’ a ingranare: sono quasi tutte le mattine con un mio amico ingegnere, i pomeriggi sono a Milano dall’architetto, dove seguo alcune vecchie pratiche, e dei lavori di grafica per una azienda esterna, e ancora un lavoro che mi gestisco tutto da solo, per il quale sono stato consigliato dall’architetto stesso. Tutti lavori per i quali fatturo direttamente la mia parte al cliente, e non più a intermediari.
I pagamenti sono al momento abbastanza precisi e regolari. Probabilmente non generosi, ma almeno ho qualche lavoro da seguire, e vengo pagato per farlo.
Però l’architetto ha l’ultima fattura che gli avevo intestato nel 2009 ancora scoperta (dice che neanche lui è stato pagato per quei lavori), e per via dei mancati pagamenti di quel periodo, avevo smesso di andare a lavorare da lui. Ora ci sono tornato, perché ci sono nuovi lavori e nuovi metodi di pagamento.
Eppure questi soldi me li deve ancora, e se appena cito l’architetto per un qualsiasi motivo Mam salta subito su a dire “Ti deve ancora i soldi della fattura x!” o cose del genere.
Nonostante lei non sia informata nel dettaglio degli accordi, nonostante a me danno visibilmente fastidio i suoi commenti frecciata su quell’argomento.
Sinceramente, più che continuare a chiedere i soldi che mi sono dovuti, e più che continuare a lavorare se vengo pagato, non capisco cosa vuole io faccia? Ho cercato altri lavori, e non ne ho trovati, e questo ora ha reingranato, e mi semprerebbe stupido interrompere le redittizie collaborazioni di oggi “in attesa” di un singolo pagamento sul quale purtroppo non ho certezze.
Fatto sta che stasera all’ennessima frecciata di mam, mentre la cena era quasi pronta, mi sono risentito, ho risposto male, abbiamo litigato, e alla fine ho cenato da solo in camera mia, una cena veloce, che mi sono preparato mentre litigavamo, diversa da quella che stava preparando lei.
Ora lei è ovviamente offesa e arrabbiata, ma lo sono anche io.
Non è colpa mia se non guadagno “sogni a palate”, e non è colpa mia se l’architetto non mi ha pagato una fattura, e stranamente non mi fa piacere sentirmelo rinfacciare.
E mi sembra anche stupido litigare con lei per queste cose, ma proprio non capisco perché lei debba rinfacciarmi un mancato pagamento, che io ancora richiedo.
Ehhh… anche la mia mamma si lamenta e freccia riguardo a lavoro, stipendi e pagamenti.
E anche a me da fastidio, a volte anche molto.
Poi però mi viene da pensare che sia un po’ il suo istinto di protezione, il fatto che vogliano che i meriti che secondo loro ci vengano riconosciuti in pieno, o forse pensano che non siamo abbastanza capaci di farci rispettare.
Coraggio, ti capisco, un bacione :*
(e mangia qualcos’altro, su!)
Probabilmente la cosa ti infastidisce perché sai benissimo che ha ragione, allo stesso tempo tu puoi forzare le cose fino ad un certo punto. Io ho imparato che è meglio tenere certi argomenti staccati rispetto agli affetti famigliari, certo, si paga il fatto che a volte avresti voglia di sfogarti con qualcuno di vicino e non puoi proprio per non innescare questi meccanismi, ma è meglio parlarne con persone fidate con cui ci si può confrontare con serenità e con un po’ di distacco.
Se vuoi il mio parere ti sei mosso nel modo giusto, il 2009 è stato un anno molto critico sul versante dei pagamenti, con insoluti che si rincorrevano a catena dal vertice della piramide dei committenti fino alla base dei vari fornitori. Io mi sono trovato nel paradosso di aver fatturato piuttosto bene nel 2009, più del 2008, ma con un problema serio di insolvibilità da parte di alcuni clienti. Sono arrivato al punto di dire no a certi lavori proprio per non rischiare di lavorare per niente e per forzare un po’ il rientro dei pagamenti da parte dei clienti insolventi che avevano necessità della mia collaborazione. E’ stata una faticaccia, soprattutto perché le banche in questi frangenti anziché sostenerti ti voltano le spalle, e poi perché la vita nel frattempo continua con il suo carico di bollette e balzelli fiscali vari da pagare.
Si fanno piccoli passi alla volta, si cerca di seminare su altre strade per creare altre opportunità, ma nel contesto in questo momento si naviga un po’ a vista. Certi giorni è sconsolante, è vero.
Ma è triste questa scena di te che ti ritiri in camera da solo con una cena improvvisata e nell’altra stanza tua madre con la sua, perché alla fine, ad entrambi, resta solo un po’ d’amaro in bocca.
Indirettamente tu vuoi far valere la tua indipendenza, ma su certe cose ci si deve rassegnare: le mamme non si dimettono mai dal loro ruolo. Ne seguiranno ancora tante di arrabbiature, ma con il tempo imparerai a riderne un po’ e anche lei si darà una calmata.