Mar 092010
 
“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.” - Elsa Morante (Il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini) (via cosorosso: Scarliga Merluss) (via miciomannaro) (via thisissoweird) (via 11ruesimoncrubellier) (via batchiara) (via darkpassenger) anche se è uno scritto di elsa morante, questa rappresentazione di mussolini, che i simpatici tumblogger vorrebbero riferire a mister b fa acqua da tutte le parti. punto 1: testo del 1945, scritto a caldo, senza nessuna indagine storiografica. punto 2: mussolini non fu mai votato dalla maggioranza degli elettori, solo dopo la presa del potere ebbe un aumento esponenziale del suo seguito. svilire la figura di mussolini, come l’assurda semplificazione hitler=pazzo, rende la maggioranza delle persone dell’epoca teste bacate. mussolini incarnava molti dei sentimenti di quel tempo, in tutta europa dopo lui ci furono ammiratori e molti paesi seguirono l’esempio italico. la deriva verso dittature fu un inevitabile seguito a politiche molto deboli dalla fine delle grande guerra (fateci caso, ma quasi tutti i paesi ebbero il suo mussolini). senza dimenticare che in molti furono fascisti, per poi dimenticarsene per opportunità e diventare tra gli antifascisti più radicali. mussolini=macchietta è una esemplificazione pericolosa, poichè porta a sottostimare i movimenti che lo hanno portato al vertice. berlusconi=macchietta o peggio berlusconi=mussolini è una litania che sento ripetere dal ‘94. è facile e senza sforzo definire imbecilli o arrivisti coloro che votano, hanno votato, voteranno mister b., più complicato è ammettere che chi dovrebbe essere l’alternativa abbia una credibilità o abbia fatto, se possibile, danni maggiori. poi se finalmente si facesse uno sforzo e pensare che la gente che la pensi in maniera differente non sia per forza volgare o inetta o che votare per qualcuno non significhi raffigurarsi nella persona che si vota, forse faremmo un passettino in avanti (via vitaliano) La storia dell’ammirazione da parte di altri leader stranieri è verissima. Lo disse Churchill, mentre Roosvelt copiò il modello corporativista fascista per il suo new deal. (via thediamondage) (via 3n0m15) non taglio, anche se non condivido, l’opinione dei tumblr qua sopra, ma citare quel testo per me è molto più significativo della loro opinione.

  9 Responses to ““Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di…””

  1. Ancheio giudico il testo assai più rilevante dei commenti che lo corredano.
    Tra l’altro la critica all’accostamento mussolini/berlusconi=macchietta secondo me non regge, dato che tali sarebbero rimasti, se gli italiani non li avessero legittimati, per elezione o acclamazione.

  2. http://www.amantea.net/Portale/index.php?option=com_content&view=article&id=1394:indovinate-di-chi-parlava-elsa-morante-&catid=87:eventi&Itemid=272
    (il testo completo, secondo me non poi così di stomaco…)

    Apprezzo molto l’appunto al testo lasciato da Vitaliano, apre una discussione notevole che però lui stesso, che non ama le semplificazioni, poi semplifica : l’indagine storica, sociale di tutti gli autoritarismi ha colpe gigantesche che riguardano i detentori (più o meno legittimi…) del potere, i cittadini più o meno informati, gli intellettuali.
    Sull’omicidio Matteotti, sulle leggi razziali e sulla complicità di molto nostri concittadini delatori non possiamo nasconderci, non credo neanche io sia questione di stupidità, ma che cos’è allora?
    Vitaliano, se hai un’interpretazione io la leggo con interesse, perchè lavoro da molto tempo sulla Memoria, collaboro con associazioni che curano Memoriali, con scuole…E la domanda e quella che tu implicitamente poni : Perchè?
    Non si può negare, facciamoci tutti coraggio e guardiamo in faccia al “mostro che sonnecchia” in noi, che c’è stato (e c’è…) opportunismo, viltà, comodità, egoismo, massificazione, accettazione di risposte facili a domande difficili.
    Certo, il paragone tout court Berlusconi-Mussolini non tiene, lo sappiamo…è un paragone simbolico, che lo stesso Berlusconi (e Fini, Calderoli, Borghezio…) ci portano a fare, con le loro tesi insopportabili su migranti, mafia, omosessuali…
    Quando chiedo a un elettore convinto di destra come si sente di fronte a questa azione di governo, questa legge, questa frase, spesso c’è una giustificazione qualunquista del tipo “ma anche gli altri…” o “giusto, non se ne può più” o una ripetizione di litanie lette su giornali e sentite sulle tv, senza nessun approfondimento.
    Come noi ci poniamo di fronte a ciò? io ci penso, e non ho risposte…Le cerco.
    E concordo con l’orribile complicità di una presunta pseudo- oposizione, legata mani e piedi a azioni simili, ma all’acqua di rose (i cpt, il precariato…) che poco c’entrano con i governi di destra succedutisi.
    Mi scuso, per le troppe parole, ma ho il cuore ferito, non per la mia Patria natia (mi ributta solo l’idea di “Patria”…) ma per le persone, italiani e non, che li vivono e faticano a comprendere, come accade a me.
    Ciao!
    Davide

  3. Lo scritto è sconcertante per quanto attuale. Rispecchia esattamente l’epoca a cui si riferisce.
    Unico neo di questo post il commento in corsivo.
    Hitler = pazzo non è una semplificazione, è una triste verità.
    Laura

  4. rimango esterefatto da tanta insopportabile propaganda elettorale… il testo a kui fai riferimento e ke tra l’altro kredo un tu sia nemmeno degno di citare visto l’utilizzo propagandistiko ke ne fai… kome la lettera di brambilla è un altro modo per gettare fango sul nemico in vista delle prossime elezioni visto ke nn riuscite a dare contenuti validi alla vostra campagna elettorale … ritengi ignobile il modo meskino di cercare di plagiare le persone utilizzando strumenti kosì sottili sopratutto konsiderando ke avete modificato il testo originale a vostro gusto e piacere… poi dite ke berluskoni utilizza kuesti stratagemmi… kuesto è il testo originale:

    “Roma 1 maggio 1945. Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme, dai partigiani del Nord Italia. Non si hanno sulla loro morte e sulle circostanze antecedenti dei particolari di cui si possa essere sicuri. Così pure non si conoscono con precisione le colpe, violenze e delitti di cui Mussolini pu essere ritenuto responsabile diretto o indiretto nellalta Italia come capo della sua Repubblica di Sociale. Per queste ragioni è difficile dare un giudizio imparziale su questultimo evento con cui la vita del Duce ha fine. Alcuni punti per sono sicuri e cioè: durante la sua carriera, Mussolini si macchi più volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e libero, gli avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e la privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero non avrebbe mai posto al governo un Mussolini). Fra tali delitti ricordiamo, per esempio: la soppressione della libertà, della giustizia e dei diritti costituzionali del popolo (1925), la uccisione di Matteotti (1924), laggressione allAbissinia, riconosciuta dallo stesso Mussolini come consocia alla Società delle Nazioni, società cui lItalia era legata da patti (1935), la privazione dei diritti civili degli Ebrei, cittadini italiani assolutamente pari a tutti gli altri fino a quel giorno (1938). Tutti questi delitti di Mussolini furono o tollerati, o addirittura favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo capo, si fa complice di questi delitti. Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di questi delitti. Perché il popolo toller favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel miglior dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani). Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto. Mussolini, uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e lautore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine. In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano. Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con lamante più valido, così Mussolini predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la abbandonerà quando non potrà più servirsene, così Mussolini con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti , anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare. Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo. Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti , i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (comè nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ci è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e simmagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.”

    a parte il fatto ke il periodo storico non è lo stesso ti devo rikordare ke la maggioranza degli italiani era analfabeta all’epoca???
    oppure kredete ke gli italiani siano un popolo di deficenti solamente xkè nn danno il voto a ki dite voi… ???? rikordati sopratutto la dove dice ke il duce ha soppresso la libertà e guarda kaso la similitudine è la stessa libertà (di voto ) soppressa nel lazio …. dovete kapire una volta x tutte ke se nn siete in grado di prendere konsensi la kolpa è di ki vi komanda dei vostri leader politici non di ki non vi vota non è vietando loro il voto ke dimostrate di amare la libertà …. altrimenti siete voi ke siete diventati kuello ke avete sempre kombattuto… e allora kuesto post assomiglia più a voi ke ai vostri “nemici “….

  5. ti ringrazio per la citazione completa del testo.

    quanto alla propaganda elettorale, io non sono candidato, ne tesserato, ne attivista di nessuna formazione politica, quindi il modo di porre la questione in “voi” “vostra campagna” è fuoriluogo.

    quanto alla libertà di voto sopressa nel lazio, vorrei ricordarti che in abruzzo durante gli anni del governo berlusconi, già un elezione fatta e conclusa venne annullata per irregolarità delle firme presentate da alcune liste, e nessuno gridò all’attentato democratico. e che nessun negazione del diritto di voto è in corso in lazio, semplicemente il chiarto, semplice doveroso e obbligatorio rispetto delle regole da parte di tutti, anche della maggioranza. se nella provincia di roma la lista PDL non si è candidata è colpa solo e soltanto dei referenti che non hanno consegnato le liste, non certo di nessun altro al di fuori di loro stessi e delle persone che hanno avuto fiducia in loro.
    ad azzobbare il voto nel lazio, cosa che personalmente mi dispiace, non è un fantomatico complotto con alieni e fatine rosse, ma solo l’incompetenza dei candidati stessi. e nel caso chiunque avesse intenzione di tirar fuori favole su radicali e magistrati politicizzati, vi ricordo che molte persone in tribunale quel giorno avevano cellulari dotati di videocamera, che hanno effettuato riprese che dimostrano come si sono svolti i fatti, e che questi video sono stati mostrati da molte (ma non tutte, perché? libera disinformazione?) testate giornalistiche nazionali.

  6. io avrei censurato il commento anche solo per l’indegno utilizzo delle k e la deturpazione della lingua italiana.

  7. infatti credo sia per l’uso delle K e di una grammatica di fantasia che il software aveva ricavato in automatico che il commento fosse inutile spam: l’ho salvato io manualmente dal cestino.

  8. Caro Furioso, dovresti piuttosto essere esterrefatto dall’arroganza di chi ti rappresenta a tal punto da anteporre a te un panino!! Un panino viene prima di te!! QUESTO dovrebbe renderti furioso, e se io fossi te, ma per fortuna non lo sono, andrei IO a mangiarmi un panino il giorno delle elezioni: forse chi ha la presunzione di rappresentare e di dare atto alle TUE idee, principi, valori e aspirazioni, capirebbe che queste sono cose ben più importanti e serie del suo panino.

    Quanto ai corsi ricorsi e paragoni storici, calzanti e non che siano, una cosa è certa: le conseguenze delle azioni di certa gente ricadono su tutti (la guerra, la bombe, la fame non hanno risparmiato nessuno, fascisti compresi)
    Quanto al presente, le leggi sui processi, i processi li evitano a LUI, non a te che sei persona onesta o se non lo sei in galera ci finisci eccome; le leggi che limitano le intercettazioni telefoniche tutelano te? Pensi che i magistrati comunisti e non, vogliano ascoltare le tue o le mie minchiate al telefono? Non pensi che forse, ma forse, chi fà le leggi in nome della NOSTRA privacy voglia LUI non essere ascoltato? Quando ti dicono che il nucleare è sicuro, pulito e CONVENIENTE più del solare, dell’eolico e degli impianti a biomasse, a chi pensi che convenga? A noi o a chi le deve costruire le centrali nucleari? Dove le costruiranno le centrali, e le scorie dove le metteranno, ad Arcore? nel loro paese?
    Caro furioso prima di votare la prossima volta, pensaci, chè le conseguenze del tuo voto ricadono su di te non meno che su di me.
    Meno K e più P (fosforo)

  9. Rilancio:
    [il capo del Governo] approfitta delle miserevoli condizioni del Mezzogiorno per legare a sé la massa dei deputati meridionali; dà a costoro carta bianca nelle amministrazioni locali; mette nelle elezioni a loro servizio la malavita e la questura; assicura ad essi ed ai
    loro clienti la più incondizionata impunità; lascia che cadano in prescrizione i processi elettorali e interviene con amnistie al momento opportuno; mantiene in ufficio i sindaci condannati per reati elettorali; premia i colpevoli con decorazioni, non punisce mai i
    delegati delinquenti; approfondisce e consolida la violenza e la corruzione dove rampollano spontanee dalle miserie locali; le introduce ufficialmente nei paesi dove erano prima ignorate. [Il premier] non è certo il primo uomo di governo dell’Italia una che abbia considerato il Mezzogiorno come terra di conquista aperta ad ogni attentato malvagio.
    Ma nessuno è stato mai così brutale, così cinico, così spregiudicato come lui nel fondare la propria potenza politica sull’asservimento, sul pervertimento, sul disprezzo del Mezzogiorno d’Italia; nessuno ha fatto un uso più sistematico e più sfacciato, nelle elezioni del Mezzogiorno, di ogni sorta di violenze e di reati [...]. La tattica dell’onorevole [a capo del Governo] è stata sempre quella di far la politica conservatrice per mezzo dei condottieri dei partiti democratici: sia lusingandoli e addomesticandoli per via di attenzioni individuali (siamo arrivati già alle nomine senatoriali) sia, quando si tratti di uomini personalmente disinteressati, come [con un esimio esponente dell'opposizione] e [un altrettanto importante politico di sinistra] conquistandoli con riforme le quali non intacchino seriamente gli interessi economici e politici dei gruppi dominanti nel governo (esempio: certe leggine sociali misurate col contagocce), oppure tali che [il Premier] s’illuda di poterne ridurre l’attuazione pratica ad una turlupinatura [...].

    Quindi i politici che durano a lungo in Italia sono tutti uguali? Sarà mica colpa nostra?

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