Professori

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Mar 062010
 

L’altro giorno sul treno ho sentito una conversazione telefonica: una ragazza delle superiori, rientrando a casa da scuola, raccontava a sua madre di un dibattito con il professore di religione, un prete mi pare di aver compreso. Ero in effetti in altre faccende affaccendato, lavorando al portatile per portarmi avanti con il lavoro durante il viaggio, arrivando in ufficio già con alcuni disegni terminati.
Diceva la ragazza a sua madre che in classe si era accesa una discussione un po’ forte per via della reazione di lei stessa e altre ragazze di fronte alla posizione del prof. Questi aveva candidamente spiegato come sia doveroso il perdono, per tutti, perfino per un padre che uccide i propri bambini (c’era probabilmente un riferimento a qualche episodio di cronaca, che la ragazza ha tralasciato di citare), e quindi una delle ragazze aveva chiesto se quindi il perdono va similmente anche alle donne che abortiscono. E il professore candidamente aveva spiegato che no, a loro no. Di fronte all’apparente paradosso alcuni studenti, pare particolarmente alcune ragazze, si sono dette un po’ stupite. Se per la Chiesa Cattolica un feto è un essere umano completo fin dal concepimento, e l’aborto è un omicidio imperdonabile, perché compiuto “dalla madre”, perché l’infanticidio, omicidio tremendo pur sempre compiuto dai genitori, sarebbe invece un peccato da assolvere?
Dopo una lunga discussione la posizione del professore pare fosse di mutata di nulla, e l’unica risposta ricevuta dagli accalorati studenti fosse soltanto “Il padre assassino ha comunque permesso ai figli di nascere e vivere, prima di ucciderli.” La differenza sarebbe quindi stata, a quanto riportava la ragazza alla madre sinceramente preoccupata di possibili ritorsioni scolastiche, solo nell’atto della nascita, e nel dono della vita. Che a rigor di “dogma” la stessa Chiesa Cattolica non manca mai di far notare comincerebbe con il concepimento, e non con la nascita.
E io mentre disegnavo, coglievo il fastidio di questa ragazza per aver a che fare non tanto con l’ora di religione, ma con una persona incapace di cogliere contraddizioni evidenti e fortissime, e pronta a negare l’evidenza delle stesse contraddizioni, senza alcuna vergogna. In nome di un dogma, che pare sempre meno religioso, e sempre più politico.
E nel frattempo coglievo l’ansia della madre per il fatto che la figlia avesse risposto alla provocazioni del docente, invece di ammutolire e andarle poi a raccontare le cose dette in classe.

Ma le coglievo così, di sfuggita mentre disegnavo. E con me le coglieva l’intero vagone, tutti in silenzio ad ascoltare la breve descrizione di una lezione d’incoerenza, che quel professore avrebbe potuto risparmiarsi.

 

Quando a 16 rientravo un quarto d’ora più tardi del coprifuoco, affermando “mi sono fermata al paninaro dello stadio per mangiare un panino iperfarcito con doppia patatina fritta” mia mamma mi guardava brutto e mi metteva in punizione.

Quando a scuola arrivavo con un quarto d’ora di ritardo, dovevo andare dal vicepreside a farmi fare il permesso.

Quando all’università arrivavo un quarto d’ora dopo a lezione, perdevo il quarto d’ora accademico. E non me lo ridava nessuno.

Quando al concerto arrivavo un quarto d’ora dopo la chiusura delle liste, mi toccava pagare. E zitta.

Quando agli esami arrivavo un quarto d’ora dopo l’appello, dovevo ripresentarmi alla sessione dopo.

Quando in stazione arrivavo un quarto d’ora dopo, il treno era partito.

Quando in udienza arrivo un quarto d’ora dopo l’orario stabilito, il Giudice ha nominato un difensore d’ufficio e il processo è stato fatto. Senza di me.

Quando pago la contravvenzione il giorno dopo il termine previsto per la scadenza, la contravvenzione raddoppia.

Chi dorme non piglia pesci.

Oppure comanda e si fa un bel decreto interpretativo.

Cambiare le regole in corsa, modificare le leggi a proprio uso e consumo, far vedere chiaramente che chi comanda fa quello che vuole, dove vuole e quando vuole è molto peggio di un golpe.

E’ la fine della democrazia.

Buon week end camerati.

(mi esercito)

(ovviamente sono esempi farlocchi. Io sono la puntualità fatta persona e nessuna di quelle cose mi è capitata. Mai.)



- Puntualità « Marissa1331 (via 3n0m15)
 
Pensierini: Non amo le coperte troppo corte:

Io non appartengo a nessuna opposizione e a nessun partito politico. Io sono un cittadino.

C-I-T-T-A-D-I-N-O.

Cominciamo a recuperare questo termine, che è veramente bello. Che dice tanto.

Il cittadino ama la sua città, prima di amare un simbolo, un nome, un partito.

Il cittadino può essere…

 
“Grazie a Giorgio Napolitano da oggi le uove rgole sono più o meno queste: * Sarà sufficiente essere nello stabile dove lavorate (a fare quello che cavolo preferite!) e non sarete costretti a stare nel buio ed angusto ufficio. * Il modulo delle tasse potrà essere presentato quando più vi piace anche il giorno di Natale. * Se avete un’ udienza in tribunale …tranquilli,potete andare all’orario che preferite ed il giorno che più vi aggrada. * Le partite di calcio potranno durare ben oltre i 90 minuti (se gioca il Milan,le partite dureranno fino a quando la suddetta squadra non sarà in netto vantaggio). * Nei concorsi pubblici le domande di iscrizione potranno arrivare anche dopo che siano avvenuti gli esami . * I quotidiani non dovranno affrettarsi ad uscire la mattina prestissimo e potranno arrivare in edicola anche nel primo pomeriggio. * Cari studenti….vi basterà essere nel cortile della scuola per risultare presenti ed avere 10 in condott,e soprattutto le lezioni iniziano verso le 11 e treminano quando avrete qualcosa di meglio e più urgente da fare. Insomma una vera pacchia….certo,poco cambia per i treni ed i pullman che già partono ed arrivano quando gli pare (e se gli va!).”

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Grazie Presidente

via Decorazioni Segrete

(via simonecasadei)

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Mar 062010
 


(via simonecasadei)

 


ciocci:

blondeinside:

iconoplastica:

Ma ve li immaginate i calci nel culo?

 


mondocaotico:

emmanuelnegro:

Questo è un post serio. Lo so, detto da me è poco credibile, ma non scherzo.

Pensate ancora, dopo quel che è successo oggi, di andare alle urne per queste elezioni farsa in questo stato dittatoriale?

Sì, fatelo. Fatelo, ma prima stampatevi una copia di questa scheda qua sopra, meglio se su un foglio molto sottile. Mi sembra l’unica adatta all’attuale regime politico. Quindi andate a votare, ritirate la scheda quella - rotfl - “vera”, entrate nella cabina, piegate per bene la scheda del 1934 dentro quella più recente ma altrettanto legittima, uscite ed inserite nell’urna, il tutto con nonchalance.

Oppure non stampate un cazzo, recatevi al seggio elettorale con un lanciafiamme e date fuoco al fottuto circo. Non fa più comunque ridere da un bel pezzo.

 
“Il Quirinale: “Il decreto non cambia le leggi vigenti”. Rende legittimo non rispettarle.”

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Decreto salva-liste

via Veni Vidi W.C.

 
“La cosa più assurda di tutto questo? Che qualcuno non credeva che l’avrebbero fatto.”

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Ponzio pelato

via Spinoza

 
“L’articolo 1 del decreto: “Chiamiamo noi quando siamo pronti”.”

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Ponzio pelato

via Spinoza

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