Come preannuciato, e come pubblicizzato, cerco di scrivere un breve riassunto degli eventi di domenica.
Preambolo
Il Coordinamento Arcobaleno della associazioni a tematica LGBT di Milano e provincia era fermo da alcuni anni: ognuno per se svolgeva le proprie iniziative, ma non c’erano più iniziative comuni. Poi qualcosa si è mosso, subito dopo la fiaccolata spontanea. Il se, il come e il perché i due eventi siano collegati non è di mio grande interesse: ho apprezzato moltissimo la fiaccolata e moltissimo anche L’amore Spiazza, che poi ci siano letture politiche, personali, etc… non m’interessa. M’interessa primariamente che simili iniziative ci siano. Dal basso, dall’alto, organizzate dalle persone o dalle associazioni. M’interessa che siano persone in piazza, che si manifesti la propria presenza, il proprio pensiero. Democraticamente e civilmente. L’approfondimento sui retroscena è bene conoscerlo, ma non voglio imbantanarmici.
Organizzazione
Il Coordinamento ha quindi convocato diverse associazioni, vecchie e nuove, e da queste riunioni è nata l’idea di manifestazioni nella provincia. Milano, la metropoli, ha i soli pregi-difetti della metropoli: la spersonalizzazione della misura urbana rendono tutti più anonimi, anche i partecipanti alle manifestazioni, o i frequentatori di locali gay. Locali che in effetti in provincia sono piuttosto rari.
Si è quindi pensato di andare in provincia, confrontarsi con realtà più piccole, mostrarsi, parlare, confrontarsi nei paesi e nelle piazze di centri magari poco preparati sulla tematica LGBT. Non un Pride nel senso che è assente la “parata”, ma più una fiera dove poter dialogare tranquillamente. Dove poter mostrare che non si è in fondo tanto diversi anche nella diversità.
A me, piccolo residente del paesino di provincia meneghino ticinese è toccato correre sabato a comprare alcuni gazebo, poiché le associazione della cittadina (proloco, linguistiche, culturali, etc…) avevano tutte declinato la nostra richiesta di prestarci i loro, e noi ne avevamo reperiti solo un paio. E già che c’ero sono stato anche mandato alla Libreria più fornita del paese, che ci ha prestato un suo gazebo, un tavolo da campeggio, e dato un grosso scatolone di libri in conto vendità.
Domenica
Io ovviamente non ho fatto il viaggio in pullman da Milano: dovevo montare i gazebi in piazza.
Mi sono quindi alzato con calma, ad un orario consono alla domenica mattina. erano quindi quasi le 12. Ho bevuto il caffè, mangiato la pasta al sugo, mi sono lavato i denti, messo le lenti a contatto, indossato un abbigliamento normale quotidiano, ma con mille strati-cipolla di maglioni, e sono corso (a piedi) in piazza.
Lì ho organizzato il montaggio gazebi, che pare gli altri fossero tutti piuttosto ignoranti in proposito, ma subito spinti dal giovane vulgore le nuove leve di volontari (18-19 anni) hanno dimostrato di essere ottimi e capaci campeggiatori. La classe dirigente dell’associazione locale invece ha avuto qualche problema in più, ma alla fine hanno issato anche loro uno dei cinque gazebi. Siamo giusto riusciti a posizionarli nei 3 angoli della piazza, e i principali al centro, che è giunta la folla da Milano, alcuni in treno, la maggioranza col pullman. Ma da dove ero io, al banchetto libri, il potente mezzo non lo potevo vedere.
Abbiamo passato una piacevole giornata, fatto tante foto, regalato palloncini ai bambini, ballato al suono della banda jazz della cittadina, che si è gratuita offerta di farci da accompagnamento musicale. E la gente, e lo striscione con le impronte colorate delle mani, e la gente della cittadina in piazza nonostante il tempo poco clemente a vedere la piccola festa, e il libro vivente, esperimento di dialogo a due con persone del mondo lgbt (la madre lesbica, il lavoratore gay, il padre di figlio omosessuale, etc…)
Insomma una piccola piccola fiera di febbraio, con gente che si incontrava e confrontava serenamente. Una bella cosa.
E poi alle 18, quando oramai scendeva il buio di fretta a smontare tutto quanto, e correre al bar dell’associazione, dove c’era l’aperitivo nel quale abbiamo salutato gli ospiti e ricevuto le visite dell’amministrazione locale: sindaco, assessori, diversi consiglieri. Di tutti i colori politici. Forse per l’aperitivo gratis, o forse perché in una manifestazione con molti giornalisti invitati non potevano mancare.
È stata un bella giornata.
E i trampoli anti-pioggia mi hanno massacrato i quadricipiti, che mi hanno fatto male fino a ieri sera, ad ogni scalino o sedia.
Futuro
Sono previsti altri appuntamenti, probabilmente a scadenze mensili. Pare che si pensi a Bergamo per la prossima occasione (anche se è una città un po’ più grande). Magari ci sarà più gente. Spero vada sempre meglio.
Non solo le manifestazioni, ovviamente.
Mi sembra una gran bella cosa. Anche il tuo impegno, ça va sans dire. Ma quel Bertarelli della Lega si è ancora fatto sentire, dopo la festa?
non mi risulta. sul sito di un quotidiano locale c’è il video dell’intervista, ma forse era di qualche giorno prima.