Provocazione?
No. Non è una provocazione.
È ignoranza, è mancanza di pudore, d’intelligenza, di democrazia. È offesa per lo stato di diritto, e per tutte le vittime delle persecuzioni.
È infamia.
È mostruoso, abominevole pensiero da nostalgico dell’apartheid sudafricana. Apartheid, che significa letteralmente “separazione”.
E queste separazioni, criminali, inumane, mostruose, c’è chi ancora non si vergogna di pensarle. Di pronunciarle ad alta voce.
Provocazione?
No, oltragio a tutti quanti, cittadini e non, bianchi e neri, europei ed extracomunitari.
È perfino oltragioso per l’intelligenza, per la bocca, la lingua, di colui che simili stronzate non poteva, non poteva, pronunciarle.
E lo è tanto se parliamo degli stranieri, tanto se parliamo delle donne.
In un caso, la citazione evidente è l’apartheid sudafricana, nell’altro è forse meno evidente, ma perfino più calzante, la politica sui mezzi pubblici dei fondamentalisti islamici in Iran.
Con la stessa pretesa di “proteggere” le donne, le si segrega in scompartimenti limitati.
Questi sono i riferimenti, i precedenti, le “soluzioni” che certa gente vorrebbe importare in Italia.
E questa sarebbe una provocazione?
O un irreparabile offesa? E costui verrà candidato? E questa cosa sarebbe oltre ad essere un’ennesimo oltragio a tutti?
le considerazioni sono tante ed alcune fanno giustamente incazzare.
E’ che infondo non capiamo che siamo tutti uguali…che siamo tutti parte di un’unico popolo che è sparso per il pianeta terra.
Razze,colori,attitudini…sono sfumature di un unico quadro.