Un gatto è caduto dal mio balcone. Secondo piano, ma non sembra si sia fatto nulla.
La cosa strana è che io non ho gatti. E nessuno in nessuno dei sei appartamenti del mio palazzo ha gatti.

Eppure oggi un gatto è caduto dal mio balcone. O meglio, un gatto cadente e rumoroso è stato intercettato tra il secondo e il primo piano del mio palazzo. Lato nord.
Ero tranquillo in salotto, alla scrivania, che flirtavo con Macco, quando sento un po’ di fracasso fuori: sembrava il rumore delle ringhiere quando vengono “sbattute” fortemente, accompagnato da un coro di veneziane scosse. Lì per lì ho pensato fosse caduto il tappeto persiane della condomina del primo piano, che l’aveva sbattuto fino a poco fa, e avesse colpito la ringhiera del piano rialzato. Poi col dubbio la condomina sia rimasta aggrappata al tappeto volante, decido di andare a controllare.
Fuori sul mio balcone sento la di lei voce, rimasta un po’ stupefata, e lei, sentendo la mia, mi informa di essere corsa fuori al primo rumore, e di aver visto un gatto cadere dal mio balcone, aggrapparsi un attimo alle sue piante “appese” e rilanciarsi nel vuoto.
Questo fenomeno è rappresentato dal vortice rosso a sinistra nell’immagine qua sotto.

L’immagine è solo una ricostruzione ipotetica di come si sarebbero svolti gli eventi.
Il gatto in questione si sarebbe lanciato da quel lato, perché l’unico dal quale sotto i balconi c’è un grosso cespuglio. E l’unico attraverso le cui sbarre si può far tappa al primo piano su un vaso appeso all’esterno. (Gli altri vasi sono tutti davanti, sul lato chiuso con i vetri)
L’unico possibile accesso ai miei due balconi, è il pianerottolo condominiale, la cui porta solitamente è ben chiusa a chiave, ma oggi forse le donne delle pulizie l’hanno lasciata aperta per cambiare aria.
Resta il fatto che da quel lato il mio balcone ha la retina di plastica perché il mio cane, prima di passare nel paradiso dei cani, oramai molto vecchio, soffrire di malattia senile, e temevano potesse cadere di sotto. Il gatto dovrebbe aver preso al volo il sottile spazio tra la retina e il muro, saltando dal balcone inferiore.
Tutto questo comunque non spiega cosa un gatto “estraneo” ci facesse sulle nostre scale. La soluzione più semplice pare che il gatto sia entrato dal portone, ma tranne siano state le donne delle pulizie, non capisco chi possa averlo fatto entrare. A meno che non sia entrato dalle finestrelle delle cantine, dotate sì di sbarre antiintrusione, ma non tutte di rete antigatto.
Il percorso sulle scale è stato fatto puntinato nella ricostruzione grafica sopra riportata.

Ah, quasi dimenticavo, il gatto arrivato a terra è sparito, dandosi alla fuga. Possiamo quindi sperare non si sia fatto troppo male.

  One Response to “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”

  1. It’s raining cat …. uhm suona proprio male no?! :p

 Leave a Reply

(required)

(required)

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

   
© 2010 bybblog Suffusion theme by Sayontan Sinha