Dallas | November 22, 1963
Thursday from 14:00 till 15:00The History Channel.
For kids.
Ricostruzione Playmobil dell’assassinio del Presidente John F. Kennedy nella pubblicità per la versione baby del noto canale di documentari.
Si avvicinano le elezioni per le provinciali del Milano, e non mi era esattamente chiaro per chi votare. La cosa più certa era chi NON votare.
Ma poi ho trovato qualcuno d’interessante: Philippe Daverio.
Il “piccolo” curatore d’arte, conduttore di Passepartout, mente fina.
Appoggia la rielezione di Penati, c’è anche un apposito blog: daverioperpenati.it.
E degli appositi video su YouTube:
Perché sono tornato a fare politica?
Per un motivo molto semplice, me lo ha consigliato il medico. E ve lo consiglio anche a voi: tornate a far politica, fa bene alla salute.
Ovviamente non cerco poltrone perché ho già quelle di casa che sono molto comode, cerco le scomodità del dibattito.
Far politica oggi vuol dire credere che si possa ancora fabbricare il futuro. Vuol dire immaginare che l’avvenire sia fabbricabile per tutti quelli che credono che domani si possa star meglio di oggi.
In fondo il mondo non è difficile da capire ci sono tre categorie di persone, tre proprio.
La prima sono quelli che stanno oggi peggio di ieri e hanno paura tremenda di stare domani peggio di oggi, questi vorrebbe tornare indietro. Si chiamano reazionari.
La seconda categoria sono quelli che stanno benissimo e fanno di tutto per continuare a star bene si chiamano conservatori.
Oggi l’italia è forse un paese di reazionari guidati da un conservatore.
E poi c’è la terza categoria, quella di quelli che credono che mettendocela tutta domani staranno meglio. Chi sono questi?
Sono i giovani che credono a un avvenire possibile, che reputano che lo studio serva, che l’univesrsita non sia da reprimere e da chiudere, e che l’apprendimento di un lavoro sia fondamentale per il loro domani.
Sono i creativi di ogni genere, non solo gli artisti, i musicisti e i pittori, ma quelli che creano quotidianamente nel loro lavoro.
Sono le imprese, piccole e medie, ma anche gli uffici studi delle grandi imprese tutti convinti che tirandosi su le maniche e mettendosi al lavoro usciremo dalla crisi e torneremo protagonisti.
Tutti questi insieme sono oggi le forze rivoluzionarie.
A tratti forse potrà sembrare retorico, o utopistico.
Ma non riesco a non pensare che sia una brava persona, che dice quello che pensa, e che soprattutto pensa bene.
L’immagine fa parte della serie Picnic Warriors di Exterface.
Un pranzo bucolico tra due simpatici orsetti.
A un matrimonio, in un Roof Garden con Nouvelle Cousine, uno si aspetterebbe di mangiare molto bene, ma con porzioni contenute. Ma se la cena è a buffet, e le mini porzioni vengono costantemente rifornite sui molteplici vassoi, quanto si può pensare di mangiare?
Ecco, io alla fine stavo male tanti “spuntini” avevo preso.
Ma quando sul buffet sono apparsi migliaia di bicchierini come questi, ma di tutti i colori, come facevo a resistere?
Senza parlare dell’open bar, dove a un certo punto sono apparsi i barman per fare i cocktail. E allora allo spumante si è aggiunto un vodka lemon, un vodka redbull e un Amaretto di Saronno, giusto per riprendersi un po’.
Ho sognato, di essere immobile nel mio letto, e di non riuscire a muovermi, nemmeno di riuscire a girare la testa. Sogno frequente.
Non riuscivo neppure ad aprire gli occhi, come se stessi dormendo. Però vigile, conscio dei movimenti e dei rumori per casa, e fuori. È una strana sensazione, e non capisco mai quanto sia veglia, e quanto sonno mentre faccio questi sogni.
Ma questa volta, per la prima in tantissimo tempo, il sogno era diverso. Qualcuno è entrato nella stanza, e con un agile balzo è salito sul mio letto. Un gatto. Non potevo vederlo, ma era un gatto.
Lentamente ha risalito il letto, circospetto, fino ad arrivare alla mia faccia, fuori dal lenzuolo leggero che mi copriva stamane. Mi ha annusato, e poi mi ha leccato la faccia. Anzi la bocca, le labbra.
E io non potevo muovermi. Ma ha fatto un leccata sola. verticale, nel mezzo del labbro inferiore. Dolcemente, anche se con quella linguetta un po’ ruvida. Poi non so come, se n’è andato.
Se avessi un gatto penserei di non aver esattamente sognato. Ma il gatto sarebbe l’intruso già caduto dal balcone, e la porta della mia camera, in teoria avrebbe dovuto essere ben chiusa a quell’ora.
Misteri felini.

Ok, mi sono svegliato tardi.
Ma ieri sera la riunione delle Rose di Gertrude è finita tardissimo: programma per gli eventi, le cose da fare, i convegni, manifestazioni, e il gossip “politico” (locale, di quello nazionale siamo stufi), etc…
Insomma, ho finito tardi.
Stamane (poco fa) mi alzo, e dovrei stirare le due camicie per la cerimonia nuziale nel pomeriggio, e scopro che nonostante le minaccie, mam ieri sera, approfittando della mia assenza le ha stirate.
Le ho trovate poco fa belle e perfette appese alla credenza in sala, assieme a due suoi vestiti per stirare i quali avrebbe tirato fuori asse e ferro. Solo che temo i due vestiti non avessero bisogno di essere stirati. Sempre che non li abbia presi direttamente fuori dal suo armadio, per occultare che si è messa a stirare appositamente per noi.
Ne sarebbe capace.
Vabbè, una cosa in meno da fare.
Grazie Mam.

La Teddybearband, opera del 1998 di Philippe Starck per Moulin Roty.
Oggi la Corte Costituzionale californiana ha riconosciuto come validi i matrimoni omosessuali celebrati prima del referendum della Proposition 8, ma nel contempo la riconosce come pienamente valida, bocciando il ricorso sulla sua presunta illegittimità.
In Italia avremmo un ministro delle pari opportunità, pare.
Tale Mara Carfagna.
Ha anche un ministero, con un bel sito di riferimento. Ma la novità (scoperta su River) è che dal sito stanno sparendo tutti i riferimenti agli omosessuali e all’omofobia, nonostante proprio gli uffici del ministero fossero impegnati per l’attuazione (obbligatoria!) con norme specifiche delle disposizione europee. (Per altro ratificate a tempo debito dal Parlamento italiano senza problemi.)
Che fine hanno fatto le pagine relative alle statistiche sull’omofobia e l’omosessualità?
Si può dire, chiedere?
O di omosessualità non si deve assolutamente parlare, come ai tempi del governo Mussolini?