Finalmente la nona e ultima puntata della quinta serie.
C’è chi lamenta che una moglie non dovrebbe criticare il marito.
Chi le ricorda che anche lei è arrivata dal mondo dello spettacolo, probabilmente notata per la sua “bella presenza”.
Chi dice che non dovrebbe mettere bocca in questioni politiche.
Mi chiedo se siano tutti impazziti.
La moglie non ha diritto a contestare in pubblico il marito? Deve stare un passo dietro a lui? A quando l’obbligo del velo, e l’introduzione della rivoluzione Koheminista in Italia?
Follia pura, esplicitata senza alcuna vergogna, nonostante siano affermazioni abberranti e mostruose. Indegni di persone e cittadini civili.
Lei è arrivata dal mondo dello spettacolo? E allora? Lui ha scelto di sposarsela, mica di darle un incarico pubblico. O s’intende contestare il matrimonio “misto” tra persone di diversa estrazione sociale? In effetti potremmo vietarlo, e introdurre un sistema a caste chiuse, di stampo tradizionale induista, perché no? Oltre al fatto che la gente che porta quest’argomentazione sta sputando merda, non opinioni.
Lui si è scelto una moglie che veniva dallo spettacolo, e allora? È una scelta personale, privata, Loro! Diversamente le candidature politiche per il bel viso, o culetto, non sono cose ne private, ne personali, ne legittime. Sono indegne e scandalose. Ci si augura che alla fine le scelte siano state fatte sui cervelli, e non sulla carrozzeria. Si spera veramente tanto.
La moglie non avrebbe diritto di parlare di politica, perché non è il suo lavoro? Ma il fatto che giovani signorine, puntino suo marito, con ben evidenti armi seduttive, non è argomento che la riguarda? E soprattutto, da quando la politica si farebbe a colpi di pompini? In una democrazia intendo.
Tutti i cittadini hanno chiaramente di dire la propria su questi “scandali”, tutte le donne hanno un motivo in più per dirsi indignate, la moglie ha una valanga di motivi per non starsene zitta di fronte a queste notizie.
Notizie riportate da tutta la stampa, di destra, di sinistra e filogovernativa. Chiaramente tutti comunisti.
E un premier, che fa dell’informazione il pilastro del suo potere, del “cioè che si dice”, rispetto a “ciò che si fa”, non ha senso si lamenti poi dell’incosistenza delle notizie. La notizia, in questo sistema, è vera solo perché è stata scritta, tanto quanto altre notizie non esistono (e forse non sono vere) solo perché non sono state scritte (dette in tv), nonostante invece siano reali e documentate.
I draghi esistono, se ci credi.
E Veronica è la più titolata per lamentarsi pubblicamente e privatamente delle presunte preverenze di suo marito per donne giovani e belle.
Ieri sera ho visto Persepolis di Marjane Satrapi, preso in prestito in biblioteca.
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