Giusto perché qui mi è venuto in mente in pensiero che ogni tanto bussa alla mia testa: la parola matrimonio, di origine latina, è una parola latina “di chiesa” o è una parola latina di “diritto romano”?
Ho come il sospetto sia del diritto, m’è venuta voglia di controllare:
matrimònio = lat. MATRIMÒNIUM comp. di MÀTER madre, genitrice, e suffisso -MÒNIUM, che trovasi anche in patri-MÒNIUM, merci-MÒNIUM ecc. ed accenna ad agente, ad azione.
Unione legittima dell’uomo e della
donna collo scopo di generar figli.
Deriv. Matrimoneggiare e Matrimoniàio (voci dello stile giocoso); Matrimoniale; Matrimoniare.
Si parla di “legittimo”, il che, in un dizionario etimologico, sia da intendere come “legale”, o quasi.
Quindi ho pensato fosse il caso di vedere le citazioni sul testo “ufficiale” della chiesa cattolica, e la parola matrimonio, nella traduzione in italiano compare:
Tb 6: 13| torneremo da Rage, faremo il matrimonio. So che Raguele non potrà
Tb 7: 14| e stese il documento di matrimonio, secondo il quale concedeva
1Tm 4: 3| 3] Costoro vieteranno il matrimonio, imporranno di astenersi
Eb 13: 4| 4] Il matrimonio sia rispettato da tutti
più due derivate,
Dn 2: 43| parti si uniranno per via di matrimoni, ma non potranno diventare
Sap 14: 26| perversione sessuale, ~disordini matrimoniali, adulterio e dissolutezza. ~
In totale la parola compare solo 6 volte in tutta la Bibbia. E mai nei vangeli.
Inquitante. Soprattutto perché il sacramento, è stato “riconosciuto” dalle chiese occidentali “latine” (cattoliche) piuttosto tardi, solo nell’alto medioevo. Ma con un elegantissima forma che retrodatava la sacralità di circa mille anni, attribuendola direttamente a Cristo, con le nozze di Cana.
Ma un momento, il termine tradizionalmente usato è nozze, non matrimonio. D’altra parte, se usassimo la forma “il matrimonio di Cana“, verrebbe sottolineato in qualche modo, nella forma stessa, l’aspetto economico, sociale, “patrimoniale”, rispetto a quelli spirituali, tanto importanti.
E allora quante volte compare la parola nozze nella Bibbia?
Gdc 14: 20| aveva fatto da amico di nozze. ~
Tb 7: 11| morti la notte stessa delle nozze. Ora mangia e bevi, figliolo;
Tb 9: 5| moglie e lo invitava alle nozze. Gabael andò subito a prendere
Tb 9: 6| mattino per andare alle nozze. Giunti da Raguele, trovarono
Tb 11: 20| E si festeggiarono le nozze di Tobia con gioia per sette
1Mac 9: 37| hanno una grande festa di nozze e conducono a Nàdabat la
1Mac 9: 41| Le nozze furono mutate in lutto e
1Mac 10: 58| figlia Cleopatra e celebrò le nozze con lei in Tolemàide secondo
2Mac 1: 14| pretesto di celebrare le nozze con lei, Antioco con i suoi
Ct 3: 11| madre, ~nel giorno delle sue nozze, ~nel giorno della gioia
Sap 13: 17| i suoi beni, ~per le sue nozze e per i figli, ~non si vergogna
Sap 14: 24| conservano più pure né vita né nozze ~e uno uccide l’altro a
Mt 9: 15| Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo
Mt 22: 2| che fece un banchetto di nozze per suo figlio. ~
Mt 22: 3| chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. ~
Mt 22: 4| tutto è pronto; venite alle nozze. ~
Mt 22: 9| troverete, chiamateli alle nozze. ~
Mt 25: 10| pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. ~
Mc 2: 19| digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro?
Lc 5: 34| digiunare gli invitati a nozze, mentre lo sposo è con loro? ~
Lc 12: 36| padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena
Lc 14: 8| Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti
Gv 2: 2| Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. ~
Ap 19: 7| gloria, ~perché son giunte le nozze dell’Agnello; ~la sua sposa
Ap 19: 9| invitati al banchetto delle nozze dell’Agnello!”. Poi aggiunse: “
Venticinque volte, più quattro nuziali e 12 nuziale:
Gn 29: 27| Finisci questa settimana nuziale, poi ti darò anche quest’
Gn 29: 28| così: terminò la settimana nuziale e allora Làbano gli diede
Gn 34: 12| molto a mio carico il prezzo nuziale e il valore del dono; vi
Es 22: 15| lei, ne pagherà la dote nuziale ed essa diverrà sua moglie. ~
Es 22: 16| di denaro pari alla dote nuziale delle vergini. ~
1Sam 18: 25| re non pretende il prezzo nuziale, ma solo cento prepuzi di
Tb 6: 14| sono morti nella stanza nuziale la notte stessa in cui dovevano
Tb 6: 17| però entri nella camera nuziale, prendi il cuore e il fegato
Sal 19: 6| come sposo dalla stanza nuziale, ~esulta come prode che
Mt 22: 8| suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati
Mt 22: 11| che non indossava l’abito nuziale, ~
Mt 22: 12| potuto entrare qui senz’abito nuziale? Ed egli ammutolì. ~
Tb 9: 3| anche lui con te alle feste nuziali. ~
Tb 10: 8| quattordici giorni delle feste nuziali, che Raguele con giuramento
Tb 12: 1| furon terminate le feste nuziali, Tobi chiamò il figlio Tobia
Sal 78: 63| vergini non ebbero canti nuziali. ~
nózze dial. sard. nunsas; rum. nun = nùpta; prov. nossas; fr. e cat. noces: = lat. NÙPTIAE da NÙPTUM supino NUBO (pass. NUPSI) andar a marito, e prop. coprire, che trae dalla stessa rad. di NÙBJ nuvola [che vela il cielo] (v. Ninfa e e: Nubile) perché era costume presso i Romani che le spose andassero a nozze coperte da capo a piedi da un ampio velo giallo.
L’atto del contrarre matrimonio; I riti, le feste, i banchetti, che l’accompagnano.
Cfr. Nuziale; Connùbio; Paraninfo; Pronubo.
Quindi anche questa parola, è latina, non del mediterraneo orientale.
Rimarrebbe Sposarsi, et similia:
Spòso-a prov. espos|-a|; fr. époux|-se|; sp. e port. esposo|-a|: dal lat. SPÒNSUS|A| participio passato di SPONDÈRE promettere formalmente, religiosamente, far vóto, giurare (cfr. Rispondere), parallelo al gr. SPÈNDEIN far libazioni e indi promettere o conchiudere solennemente
facendo, a sanzione della promessa, libazioni agli Dei (v. Libare e ctr. Spondèo).
Il fidanzato non ancora unito in matrimonio. La cerimonia dello sposalizio presso i Romani avveniva innanzi ai parenti e agli amici: i due fidanzati vi segnavano il contratto di matrimonio [sponsalia], poi si davano la mano e si obbligavano a vicenda, mentre il giovane metteva nel dito della fidanzata un anello, simbolo di reciproca fedeltà. La donna si chiamava «sperata» mentre si corteggiava, « pacta » [cioè pattuita]
dopo che l’amante l’aveva chiesta in casa, « sponsa » quando gli sposi si erano reciprocamente obbligati; e « nupta » (v. Connubio) dopo maritata.
Deriv. Di-sposàre; Sposaliazia’o (= Sponsali); Sposare; Sposereccio; Sposétta-étto-tna-dne.
Sempre latina, ma almeno fa riferimento al giuramento, al voto, alla religione e alla spiritualità.
E compare un congruo numero di volte nella Bibbia: sposa 61 volte, sposo 35, sposato e sposata entrambi 15, 5 sposarsi, 4 sposare, e molte altre declinazioni.
Ora, se la parola del diritto è matrimonio. Del diritto statale, nudo e crudo, romano, laico, di Romolo, della Res Publica, di Cesare e di Augusto, di Adriano, com’è che ora la parola matrimonio, è copyright tutela di Santa Madre Chiesa, e per le unioni diverse, o non accettate dalla Chiesa Cattolica, bisognerebbe trovare nomi differenti?
E’ la Chiesa che usa il nome di un contratto laico, per tradurre il nome di un sacramento, non il contrario. Perché dunque il contratto laico, civile, legale, diventerebbe subordinato alla scelta di traduzione e di appropriazione da parte della stessa Chiesa?
Tutto questo senza considerare l’assurdità dell’imposizione legale della dottrina religiosa della “maggioranza”, come valida per tutti quanti a livello di legge.
A discapito di quanto dica la scienza, l’osservazione della realtà, i dati statistici.
Ma questo discorso diventerebbe lungo e qui, la mia curiosità era solo nel peso delle parole, e della loro corretta partenità.
Grazie del post.
Ti segnalo il libro “Contro natura”
di Francesco Remotti (docente a Torino di Antropologia Culturale)
della Laterza 2008.
Dice cose molto interessanti riguardo al matrimonio e alla famiglia in generale. Forse sarebbe utile anche a Lore.
bellissima analisi, byb.