Oggi, mentre mi aggiravo sperduto nella grande biblioteca della piccola cittadina di provincia, con le sue poltrone in velluto rosso, i suoi scafalli colmi dello scibile umano, gli studentelli che si approcciano tra i tavoli, sono incappato in un libro dalla copertina insolita.
Completamente bianca, fronte, dorso e retro.
La costa delle pagine tinta di un rosso accesso, sanguigno.
Sul fronte tutti gli elementi essenziali e ( credo ) obbligatori: l’autore, il titolo, il codice ISBN e il relativo codice a barre.
Null’altro.
Prendo in mano il libro, e l’ossevo.
E’ un oggetto vagamente inquietante. Lo apro, le pagine sembrano normali; non morde, nonostante le labbra carnose delle pagine sfiorino le mie dita.
Sto quasi pensando di rimetterlo al suo posto, quando noto che l’interno della copertina bianca e minimi, è stampato, è qui che si nasconde la “sovracopertina” solita, colorata, patinata e improbabile del libro. Nascosta agli occhi di chi non sa vedere.
Poi noto il nome dell’editore, del genio: ISBN Edizioni. E capisco, me lo annoto e con calma mi cerco il sito poi su internet.
Più che un editore, sembra un laboratorio, una riflessione, hanno anche la pagina dedicata al proprio manifesto. Sicuramente interessante ( 3. Siamo fieri di aver mangiato la mela. Per questo siamo illuministi. )
Ma la cosa che mi colpisce di più è il metodo, la classificazione minime, in tre collane: gialla per la saggistica, rossa per la narrativa, blu per varia. Ovviamente, i colori, corrispondono alla colorazione della costa delle pagine.
Perfino il metodo è semplice, minimo. E invero non è rigido: un libro troppo sottile, ha un post-it colorato in copertina; alcune copertine, seppur bianche ospitano oggetti, come se si fossero appoggiati sopra; alcuni dorsi “violano” il metodo e sono rossi, o verdi, o neri, anche se nella serie blu; alcuni non hanno la sacra copertina bianca. ( 4. Rivendichiamo l’assenza di metodo. Predichiamo l’attitudine. )
Alcuni titoli sono interessanti, alcuni sono sicuro di averli visti in edizioni più “convenzionali”. E meno accattivanti. ( 7. Oggi la prassi è marketing. )


In generale l’idea mi piace.

One Response to “Edizioni minimaliste”

  1. Lore! says:

    beeeelli!

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