Ok, i miei sogni sono “vagamente” irreali.
Ho sognato che un sabato sera, dovevo andare con alcuni amici in un locale a 7° Milanese. Inspiegabilmente il ritrovo era proprio nella cittadina, appena fuori la tangenziale ovest. Comodo! Sono solo una trentina di km dalle case di ognuno degli amici che sarebbero stati presenti alla serata.
E infatti metà della gente si era persa, e in pratica arriviamo solo poche macchine al ritrovo.
Macchine… insomma… io ero arrivato in bicicletta, perché fa comodo farsi 30km in bicicletta per uscire il sabato sera. E ancora di più rientrate a notte fonda, senza luci, su una statale non illuminata. Geniale!
Soprattutto perché uno dei pochi amici giunti fin lì, M., è un mio condomino, quindi se invece di prendere la bicicletta, mi sedevo e aspettavo, lo avrei placcato mentre tirava fuori la sua auto dal box. Ma i miei sogni sono molto realistici, dicevo.
Tanto realistici, che dalla tangenziale, per andare a Settimo, bisognava salire su una lieve altura. Una collinetta. A circa metà strada, lungo i tornanti boschivi ( lungo la tangenziale ovest ci sono grosse aree boschive, lo sanno tutti ) c’è il punto di ritrovo: il parcheggio di un benzinaio con officina. Ovviamente chiuso, ma il parcheggio era di libero accesso.
Si aveva una vista splendida da questo piazzale, verso la tangenziale, la nuova fiera, i bellissimi edifici tra la fiera stessa e l’autostrada ( che ancora non esistono, ma nel sogno c’erano, e non c’entravano nulla con i progetti per l’area, c’era una specie di piazza coperta, con una forma simile al CNIT della Défense ma con alcune differenza, ma questo spero sarà argomento di un prossimo post ), e poi la città sulla sfondo. Insomma, la collinetta sulla quale nel mio sogno stava Settimo Milanese, era alta almeno 150 metri rispetto alla pianura circostante. Sìsì, sogni molto realistici.
Fatto sta, che essendo molti in ritardo, dispersi per la piana sotto di noi, ci mettiamo ad aspettare sotto la pensilina del distributore, da lì, miracolosamente, qualcuno trova la chiave ( sotto lo zerbino? ) e quindi entriamo nell’officina per stare un po’ più al caldo.
Lì mi rendo conto che sarebbe assurdo tornarsene a casa a notte fonda con la bici, quindi inizio a pianificare di tornare con qualcuno e lasciare lì la bici. Magari dentro l’officina, così nessuno potrebbe rubarla. Poi mi rendo conto che se la lascio dentro, come faccio il giorno dopo a tornare a prenderla, cosa direi al proprietario dell’officina stessa? “Scusi sa, ieri sera quando abbiamo violato la sua proprietà privata ho lasciato qui la mia bicicletta, posso riprendermela?”
Quindi inizio la pianificazione per tornarmene a casa con la mia bicicletta ficcata in qualche bagagliaio.
Lì è suonata pietosa la sveglia.
Oct 022008
Continuo a chiedermi con cosa ceni…
Mattoni in salsa?
Minestra di calcestruzzo?!
aspetta di vedere i render dell’edificio visto nel sogno.
ancora qualche minutino…
oddio, settimo milanese!
ho scritto un articolo sul verde di settimo…
sarà pure vicino a milano e verdissimo, ma per arrivarci è un delirio… si fa prima a scalare l’everest