Sognato nel lettino a castello della roulotte del camping, stamane e appuntato rapidamente sulla Moleskine, per non perderne traccia.
Io e L., andavamo insieme a una festa, sembrava un ristorante, ma forse era una villa, nel grande salone al piano terra, salutiamo gli amici ( Bergamo + altri ) e prendiamo posto nel lungo tavolo centrale, molti altri tavoli e tavolate tutt’attorno.
L. è piuttosto preoccupato: ci saranno anche i suoi genitori questa sera.
Arrivano poco dopo, di noi e i posti loro assegnati, sono esattamente davanti ai nostri.
Comincia la cena, l’atmosfera è un po’ tesa: tra i due lati del tavolo ci scambiamo solo poco parole, di cortesia per lo più. Intorno a noi, invece, tutti parlano tranquilli e spensierati, festosi perfino.
Prima del dolce, mentre i camerieri portano via i piatti, L.madre sta per dire qualcosa sulla “visibilità“, forse sarebbe un commento positivo, forse stizzito, ma non lo sapremo mai, viene interrotta: suo marito si alza, ed ad alta voce, attirando l’attenzione di tutti i commensali, i presenti nella vasta sala ammutoliti.
Inizia a declamare la gioia di vedere suo figlio felice, continuando a parlare gira intorno al tavolo, parla della felicità di suo figlio, parla di questa giovine coppia, l’imbarazzo è astronomico, nel silenzio della sala. Conclude con una specie di benedizione ponendo le mani sulle nostre sbigottite testoline.
Parte qualche applauso, qualche brindisi, e penso che vorrei essere a un trilione di km da lì.
Finita la cena, la gente si è dispersa per il parco e per la grande villa. Io e L. giriamo per il piano superiore, la madre non ha più parlato, la ritroviamo in un salottino in lacrime, volge le spalle alla porta, due o tre persone sono già con lei, e ci hanno fatto genno di non entrare. Non ancora.
Lei non ci nota, è verso un omone grande e grosso, seduto su una poltrona lì vicino, calvo e coi baffi neri, che le porge continuamente dei kleenex.
La festa tuttto intorno continua.
Non so se sia un sogno bello o brutto. Non so cosa possa significare per L.
O se comunque sarà mai possibile una cosa del genere. Magari meno imbarazzante, ecco.
Ma soprattutto ho avuto modo di pensare in questo lungo weekend: Sono arrabbiato. Sono nervoso. Agirei d’impulso e magari sbaglierei. E probabilmente con mia madre l’ho fatto in passato. ( Ok, non su questo argomento. )
Ma mi sono reso conto che siamo diversi io e L., e che lui dovrà trovare la sua strada per affrontare la discussione con i suoi, perché è solo così che riuscirà a trovare una soluzione sua, corretta, definita.
Ed è quello di cui ha bisogno.
Anche se potesse volerci molto tempo. ( Secondo i miei standard, uff! )
Ammappate che sogno!
Ma anche tu… non andare in campeggio, no?
Sognare le tranquille colline verdi di Windows, pare brutto?!
Beh, da com’era iniziato il racconto pensavo che il papà di Lo (manco ormai fossimo amici!!!!
) facesse il giro della tavole e vi uccidesse alle spalle.
Vi ha benedetto, che vuoi di più? Per la mamma è e sempre sarà un trauma (sogno o non sogno), credo soprattutto per la mancanza di nipotini da parte sua… (non so se sia una battuta o la verità, sono dubbioso!!!)
Certo che noto come tu abbia una velocità ASSURDA nell’assorbire quello che ti capita intorno e riproporlo via sogno.. a me capita con processi molto + lenti.
Ti invidio: fuori il ente della rielaborazione notturna, fuori il dolore…
Ormai la “malta” per la strada è stata gettata (da quel che ho capito), basta solo capire se il “Comune” ha già pagato gli operai per asfaltarla…
Una volta asflatata (prima o poi avverrà, se non altro per esigenze di “servitu di passaggio”), qualche buca potrà formarsi sempre ma si potrà sistemare…
Per lo meno, uno non dovrà più camminare sulla nuda erba, no?!
Mamma che paragone stradale…
Certo che pure io, farmi una spaghettata di azzi miei, no?!
pat pat, conosco la situazione dal tuo punto di vista e starsene lì impotenti è davvero un gran casino. Mi spiace