Nel tragico incidente aereo a Madrid, è morto anche un italiano, Domenico Riso, era sul volo con il suo compagno, Pierrick Charilas e il figlio di questi, Ethan. Vivevano tutti assieme a Parigi. Alcuni quotidiani italiani lo dicono espressamente:
Madrid, un italiano tra le 153 vittime.
Morto steward italiano con il compagno e il figlio di tre anni.
Madrid, italiano fra le vittime. È morto con il suo compagno.
Altri articoli dedicano poche righe, qualcuno parla della possibilità ci fosse un bambino, forse un figlio.
Qualche altro quotidiano spiega la situazione senza “pronunciare” la questione dell’omosessualità. Ed è una cosa veramente triste, ma forse prevedibile per via dell’orientamento politico della testata: della saga “a noi non importano le notizie, ma come vengono date” Ma a questa tendenza si allineano anche molti altri quotidiani, meno schierati. Ma forse non molto interessati.
Mi stupisce un po’ la confusione dell’articolo della Repubblica:
Domenico Riso era uno steward e si stava recando alle Canarie per una vacanza. L’uomo non aveva informato la famiglia del suo viaggio. I parenti hanno avuto dai carabinieri la notizia della sua morte. Nella lista dei passeggeri fornita dalla compagnia Spanair il suo nome era accompagnato dalla notazione “niño” (bambino). Forse per un errore, o forse per il fatto che, essendo steward e grazie ai rapporti di collaborazione tra le compagnie aeree, aveva ottenuto da Spanair la tariffa normalmente riservata ai bambini.
Un cugino omonimo di Domenico Riso spiega che l’assistente di volo stava andando in vacanza con il suo amico francese Pierrick Charilas, ex campione di aerobica, e il figlio di quest’ultimo, Ethan, di tre anni. “Domenico adorava il bimbo come fosse suo figlio”, aggiunge. Nella lista dei passeggeri figurano sia Pierrick che Ethan Charilas, entrambi periti nella sciagura.
E in generale sembra questa ipocrisia sia diffusa anche a molti altri media, stampa e tv: quella non poteva essere una famiglia. E allora giù ad ammazzarli di nuovo, a negare la la loro esistenza, perfino dopo che questa si è drammaticamente spezzata. Il tutto per non scandalizzare quella parte di pubblico razzista, xenofobo e omofobo, che ha pienamente diritto di veder cancellata con un colpo di spugna la felicità e la vita altrui. E’ questo il messaggio che vogliono far passare? Purtroppo credo di si.
E questo, dopo la tristezza per la tragedia, si traduce in una grande rabbia contro chi li vuole “cancellare” una seconda volta.

Provo la tua stessa tristezza.
Ma forse qualcuno non può capacitarsi che esistano famiglie come quella di Domenico, e che per di più siano anche felici e radiose.
Ero triste quando ho saputo dell’incidente.
Più toccato, quando ho saputo che c’era un italiano, e via via più toccato quando ho saputo che era omosessuale, e ho pensato a quante esperienze simili alle mie, possa aver vissuto. E che una settimana fa, ho volato su un aereo low cost.
Quando ho letto che con lui c’era un bambino piccolo, sono arrivato al massimo della tristezza. Anche se è scontato, fino a quando dicono un numero di morti, per quanto alto, è difficile pensare alle vite spezzate, soprattutto quante vite appena iniziate.
Quando ho saputo della volgare censura, mi sono indignato. Ed ora sono arrabbiato. A tratti divento furente perfino.
Sul corriere è comparso questo: http://www.corriere.it/cronache/08_agosto_22/steward_incidente_aereo_9beaacfa-700f-11dd-9278-00144f02aabc.shtml