Aug 222008

Dato che per certe persone altre non possono essere considerate una famiglia, e dato che a volte, le persone della stessa parte, s’inpuntano sul significato puramente etimologico, analizziamo il significato etimologico fino in fondo.

famíglia rum. familie; prov. familia; fr. famille; sp. e port. familia == lat. FAMÌLIA per FAMÈLIA, nome collettivo che sta bene accanto all’osco FAMEL == antic. lat. FÀMUL [onde poi FÀMULUS] famiglio, da * FAAMA casa (v. Famulo). Il complesso dei famuli, fra cui i figli, sottoposti alla potestà del padre di famiglia; più ristrettam. I mèmbri della casa uniti per legami di sangue. Deriv. Fami(g)liàre, onde Fami(g)liarità; Famigliuola e Famigliòla; Fami(g)liarizzàre [lat. familiarèscere]; Fami(g)liarménte; Famiglióne; Famígliuòla.

fàmulo == lat. FÀMULUS e più ant. FÀMUL == osc. FAMEL domestico, famiglio, dall’osco * FAAMA casa [desunto da FAAMAT egli abita], che risponde al sscr. DHAMA-N abitazione, residenza, stato, dalla rad. DHA == FA collocare, porre [essendo normale la transizione dal DH sanscrito alla F latina: p. es. sscr. DHÙMA == lat. FÙMUS] (cfr. Fare, Tema), e desinenza ÙLUS, come da Roma si fece Romulus. Altri propone la rad. FAC di FÀCERE fare, che ritorna alla rad. sscr. DHA, a cui spetta pure il senso di fare, come dicesse: quegli che fa, che serve, che cura (v. Fare)’, ed altri finalmente una rad. BHAG appartenere, forse dedotta dal sscr. BRAG’ATI dividere, spartire. — Componente la famiglia; Domestico, Famiglio. Deriv. Famulàto, onde Famulativo e Famulatòrio. Cfr. Famiglia; Famiglio.

Chissà perché mi pare di aver letto cose come “casa, abitazione, residenza, fare, servire, curare, appartenere, dividere, spartire“; e allora non capisco che fine hanno fatto le parole “matrimonio, marito&moglie, uomo&donna, un-pene-dentro-una-vagina, ” e cose del genere, che in maniera molto elegante vengono sottointese da una parte della nostrana intelligenzia giornalistica, politica, e “filosofica” che con le parole dovrebbe cavarsela, ma ogni tanto pare non sapere il significato delle parole più banali che usano.
Pardon! che NON usano. Impropriamente.

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