Uniforms!

 Tagged with:
May 302008
 

Andi Ant – Uniforms

Un’opera vagamente provocatoria…

Panchina

 Tagged with:
May 302008
 

Ho sognato, che ero seduto su una panchina, di quelle di plastica, leggere, e quando le altre persone sedute si alzavano, io perdevo l’equilibro e la panchina cadeva all’indietro. Ma senza schianto. Io ero rimasto perfettamente in posizione seduto sulla panchina, sdraiata per terra.
E come se nulla fosse, ho cercato di dondolarmi sulle gambe posteriori della panchina stessa, e inspiegabilmente, senza puntare le mani a terra, riuscivo, solo dondolandomi a far tornare la panchina in piedi, tra lo stupore dei presenti.
E io a spiegare che era una cosa estremamente facile, insomma se si può far cadere una sedia dondolandosi, si può fare il procedimento inverso, sempre dondolandosi.
Poi mi sono svegliato.

 

Inaugurato al parco di Berlino, il memoriale per le vittime omosessuali del nazismo.
La legge che contro l’omosessualità in Germania, è stata abolita completamente solo nel 1994.
E’ ungo la Ebertstraße, il viale che collega PostdamerPlatz alla Porta di Brandeburgo, non lontano dagli altri memoriali, tra i quali il maggiore, alle vittime ebree della shoah.
Presenti varie autorità: il sindaco della capitale, il ministro della cultura, e vari esponenti del mondo politico.
La notizia è stata riportata, giustamente dai maggiori quotidiani nazionali ( http://www.spiegel.de/politik/deutschland/0,1518,555634,00.html, Die Welt, Die Zeit ), che non hanno tralasciato di ricordare che la decisione è stata al centro di un ampio dibattito politico arrivato anche nell’aula del Bundestag.

L’opera, è un semplice parallelepipedo grigio ( non molto dissimile da quelli dell’ampia distesa del vicino memoriale per gli ebrei ), con un “finestra”, nella quale viene proiettata la scena di un bacio tra due uomini. Il governo tedesco, ha comprato l’opera, confermando la scelta di mantenerla permanentemente.

Berlino non è la prima città a fare un memoriale alle vittime omosessuali, qui un elenco in italiano.

 

Dal blog nonsosescendo, un’immagine esplicativa di questo “momento”.

Di seguito una breve raccolta dei post sull’argomento che mi ( ci ) preoccupa.

23.05.08 Spetteguless
24.05.08 FermentiGattici.net
24.05.08 River
24.05.08 Spetteguless
25.05.08 FermentiGattici.net
25.05.08 FermentiGattici.net
25.05.08 FermentiGattici.net
25.05.08 FermentiGattici.net
25.05.08 SecondoMe
25.05.08 River
25.05.08 Spetteguless
26.05.08 FermentiGattici.net
26.05.08 River
26.05.08 Spetteguless
26.05.08 gaynews
27.05.08 FermentiGattici.net
27.05.08 Parole in libertà
27.05.08 WOUQ*
27.05.08 Spetteguless
27.05.08 SUPERPOP
28.05.08 Inser Coin
28.05.08 FermentiGattici.net
28.05.08 Spetteguless
29.05.08 Me or not?

Questo grossomodo quello che ho letto in questi ultimi giorni, non esattamente nell’ordine cronologico di pubblicazione ( non in tutti i blog ho trovato l’orario, quindi ho lasciato perdere ).
Ma almeno ho un “sunto”, un abecedario delle informazioni incrociate, come già mi era venuto in mente di fare.

May 292008
 

May 282008
 

Siamo ai limiti dell’assurdo: hanno aggredito Kledi, pare perché albanese.

Di questo passo il papa tedesco verrà malmenato. E se ci fosse ancora quello polacco, rischierebbe la vita.

Non è più un nazifascismo “strisciante”, è arrivato a un livello di diffusione e attività, che ha del grottesco.

Parlarne

 Tagged with: ,
May 282008
 

Come diceva il Gatto, se non se ne parla noi per primi, noi tutti, uno per uno. Chi lo farà?
Non è solo una question di blog, che ovviamente sono uno strumento “potente” ( o potenziale ), di lasciare una traccia scritta, di collegarsi ad altri, d’informarsi “fuori dagli schemi”.
Deve essere, o dovrebbe esserlo, una questione di ogni cittadino, di ogni persona: il dovere d’indignarsi di fronti a certe notizie, dovrebbe essere di ognuno.
Il dovere di parlarne, di ogni cittadino. Il dovere d’informare, di tutti. E quindi il diritto di essere correttamente informati.
Ma tutto questo sfuma, chissà dove.

E mi verrebbe voglia di raccogliere tutti i post dei vari blog sugli “scottanti” argomenti di questi giorni.
Ma non ne ho la forza. Le notizie sono tanto deprimenti, che è necessario già uno sforzo di volontà per continuare a parlarne, quando sarebbe molto più facile girarsi dall’altra parte e dormire. E dimenticare tutto, perfino che si è vivi.

… are all the same?

 Tagged with:
May 282008
 

Pessime notizie

 Tagged with: ,
May 272008
 

Tra le ultime cronache: le aggressioni xenofobe ( naziste ) a Roma, il pestaggio di Floris di radio deegay, il ragazzo accoltellato dal padre a Palermo.

Siamo all’assurdo.
E’ stata portata avanti, da una certa stampa, da certe correnti politiche ( solo di destra? ne siamo sicuri? ), e da certi “pulpiti” ( metaforico, ma assolutamente non solo ), una costante e martellante campagna di incitamento all’odio, xenofobo, omofobo, razziale.
Questi sono i fantastici risultati che lor signori hanno raggiunto, ora dovrebbe quanto meno avere la decenza minima richiesta, e condannare esplicitamente, senza alcune se e senza alcun ma, in maniera totale ed assoluta, in tutta la loro gravità, azioni come queste, che sono tutt’altro che casi isolati.
Il rischio “sicurezza”, tanto ventilato in campagna elettorale, ora sta arrivando davvero. Per tutti.
Complimenti: si riuscirà a farlo rientrare?
O si preferirà coltivarlo ancora un po’?

Pessimismo e fastidio
 

In effetti avrei voluto non andarci da solo, ma dato che Lo’ non sta tanto bene, dato che è di pessimo umore per gli eventi lavorativi, etc… non me la sono sentita più di invitarlo.
Mi è mancata del tutto la capacità di aiutarlo, di assisterlo, di cercarlo di coinvolgerlo in altro.
E’ triste, ma non ci riesco. Non riesco a capire il suo calarsi così pienamente nei problemi dell’ufficio, dei litigi e dispetti tra colleghi, che da quel che ho capito, lo riguardano “marginalmente”. Certo, poi variando i ruoli, varia il carico di lavoro su ognuno, ma non mi pare sia direttamente coinvolto negli “scontri” per il potere.
Però lui ci sta male. Ma io non so come aiutarlo o consigliarlo.
Mi sento messo al margine ad osservare problemi, che non riesco a capire e a seguire.
E mi è difficile esprimere tutto questo a parole, mi manca la voce. E quando provo a farlo con le lettere scritte, a lui sembra che poi le prenda come “accuse”, come “vendette”. E invece non lo sono. E’ che non ho la forza e la capacità di dire di getto certe cose. So che non userei le parole giuste, so che rischierei di diventare nervoso con me per la mia incapacità di esprimermi, e con lui che non capirebbe, e finirei per dire cose che non penso. E allora provo a scriverle. Perché scritte le posso rileggere, correggere, limare, tagliare, smorzare gli spigoli duri, che vengono fuori, e farebbero più male, ma che esprimono solo i lati peggiori di me. E lo faccio perché non voglio ferire, perché se sto male per qualcosa, voglio cercare di dirglielo, ma lui è troppo importante per litigare, per trattarlo male, come so che rischierei di fare.
E allora cerco la via indiretta, riveduta e corretta, automoderata. Ma anche così lui non sembra capire.
E io non so che altro fare.

© 2010 bybblog Suffusion theme by Sayontan Sinha